Associazione Volonwrite

Comunicazione Sociale sulla Disabilità

L’Inail è tornata a valorizzare le storie delle sue donne e dei suoi uomini “che non si sono arresi” con il secondo volume di “Vite straordinarie”, presentato durante l’edizione 2019 de Salone Internazionale del Libro di Torino. Persone che, “nonostante o forse anche in ragione della propria disabilità, hanno lasciato nel mondo un segno della propria esistenza grazie al proprio talento in campi come arte, sport e scienza e grazie alla propria tenacia” come descritto nella prefazione da Luigi Sorrentini (Direttore centrale prestazioni socio-sanitarie Inail).I 22 personaggi rappresentati nel libro sono stati illustrati da Lorenzo Pierfelice, art director del magazine Superabile: “Ho accettato con incoscienza – ha dichiarato – di rapportarmi a temi delicati,  scontrandomi con diverse sensibilità come in una forma di cannibalismo. Trovandomi di fronte a illustri sconosciuti ho dovuto trovare una chiave di lettura, declinata attraverso più tecniche: utilizzando materiali diversi come acrilico, pastello e acquerello in base all’empatia del momento, ho seguito un percorso di stratificazione che è diventato uno strumento di rinascita”.

Tra le storie narrate del libro ci sono quelle della guardiaparco valdostana Milena Bethaz, colpita da un fulmine a ciel sereno, e del chirurgo (opera grazie a un esoscheletro che gli permette di restare in posizione eretta, ndr) e atleta paralimpico Marco Dolfin, vittima di un incidente stradale: “Ho dovuto ripartire da zero – ha ammesso la prima – imparando di nuovo a deglutire, a camminare, scrivere e parlare: grazie alla mia grande determinazione e alla presenza di familiari, medici, fisioterapisti, psicologi, colleghi ed amici sono riuscita a tornare a una quotidianità che sembrava impossibile. Da qualche tempo ho anche ripreso il lavoro, affiancata da ricercatori, studiando la mortalità e i comportamenti delle marmotte; questi nuovi stimoli mi hanno portato a salire in vetta al ghiacciaio del Gran Paradiso”. “Mollare tutto dopo aver studiato tanto – ha confessato il secondo – mi avrebbe fatto veramente arrabbiare: dopo essermi guardato un po’ intorno e pensandoci un po’ su ho trovato la soluzione adatta per tornare a lavorare”.

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