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yves-lebretonTra le tante iniziative della 12° edizione del Festival Internazionale del Teatro di Strada ce n’è stata una che ha messo al centro dell’attenzione un aspetto particolare: il corpo.

L’attore francese Yves Lebreton ha presentato, lunedì 16 settembre a La Feltrinelli Express di Porta Nuova, il suo ultimo libro Sorgenti – Nascita del Teatro Corporeo, intrattenendo il pubblico con un vero e proprio one-man-show.

Il teatro corporeo è basato sulla presenza fisica dell’attore lasciando spazio, quindi, all’improvvisazione e alla sperimentazione. Tutto questo deve mettere, al centro di tutto, il corpo. Come ricordato dallo stesso Lebreton: Siamo dominati dal verbo; abbiamo perso le radici con la corporalità e, di conseguenza, la natura umana. Attraverso la corporalità dobbiamo riscoprire la natura umana”.

A tutto questo si aggiunge una crisi di professionalità all’interno dei mestieri che ruotano attorno al mondo teatrale dovuta ad una sorta di “megalomania” che vede la parola e gli effetti speciali al centro dell’attenzione di attori e registi. Il corpo (e il teatro) deve essere vissuto come un evento fisico unico, irripetibile e magnifico: “Un film si può rivedere, il cinema può essere riprodotto, la rappresentazione è unica e sempre diversa”.

Lebreton ha poi chiuso il suo intervento con una metafora che rende l’idea sull’importanza della materia come linguaggio teatrale ma non solo: “Il corpo ha dei colori. Ogni organo ha un colore diverso, è una nota sulla tastiera: dobbiamo isolarli e combinarli in modo da avere una totale libertà di espressione; abbiamo soffocato tutto questo con il linguaggio verbale”.

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