XII edizione - anno 2013

Yves Lebreton e il Teatro Corporeo


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yves-lebretonTra le tante iniziative della 12° edizione del Festival Internazionale del Teatro di Strada ce n’è stata una che ha messo al centro dell’attenzione un aspetto particolare: il corpo.

L’attore francese Yves Lebreton ha presentato, lunedì 16 settembre a La Feltrinelli Express di Porta Nuova, il suo ultimo libro Sorgenti – Nascita del Teatro Corporeo, intrattenendo il pubblico con un vero e proprio one-man-show.

Il teatro corporeo è basato sulla presenza fisica dell’attore lasciando spazio, quindi, all’improvvisazione e alla sperimentazione. Tutto questo deve mettere, al centro di tutto, il corpo. Come ricordato dallo stesso Lebreton: Siamo dominati dal verbo; abbiamo perso le radici con la corporalità e, di conseguenza, la natura umana. Attraverso la corporalità dobbiamo riscoprire la natura umana”.

A tutto questo si aggiunge una crisi di professionalità all’interno dei mestieri che ruotano attorno al mondo teatrale dovuta ad una sorta di “megalomania” che vede la parola e gli effetti speciali al centro dell’attenzione di attori e registi. Il corpo (e il teatro) deve essere vissuto come un evento fisico unico, irripetibile e magnifico: “Un film si può rivedere, il cinema può essere riprodotto, la rappresentazione è unica e sempre diversa”.

Lebreton ha poi chiuso il suo intervento con una metafora che rende l’idea sull’importanza della materia come linguaggio teatrale ma non solo: “Il corpo ha dei colori. Ogni organo ha un colore diverso, è una nota sulla tastiera: dobbiamo isolarli e combinarli in modo da avere una totale libertà di espressione; abbiamo soffocato tutto questo con il linguaggio verbale”.

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Stefano Martino

Stefano Martino

Non sono mai stato bravo nelle presentazioni. Non sarebbe un problema se ciò si riferisse solo al passato e….se non fosse che è difficile diventarlo tutto ad un tratto.

Mi chiamo Stefano, classe 1988, ed un lavoro come educatore dopo una gioventù spesa tra sport ed animazione di stampo oratoriano.

Dopo un liceo scientifico tra alti e bassi, un anno di Giurisprudenza basta per convincermi che non esistono prove sufficienti per procedere con la strada da avvocato. Fascicolo dunque chiuso ed archiviato.

Nel mentre, assieme con altri, mi impegno nel fondare un’associazione sportiva a carattere totalmente volontario, costruita per e con i giovani,la A.S.D. Polisportiva San Donato, che quest’anno festeggia i sei anni di attività e della quale nel tempo ricopro le cariche di Consigliere del Direttivo, Allenatore di Minibasket, Allenatore di Calcio.

Amo lo sport…è per me luogo non solo di divertimento, ma di integrazione, di valori sani, di relazioni vere, di rispetto e fiducia.

Il piacere di stare a contatto con le persone, di ricercare progetti sempre nuovi tra le varie esperienze di volontariato ed il semplice viver quotidiano, insinua nella mia mente il dubbio che la retta via conduca al vasto mondo del sociale.

Ancora restio ed incerto mi decido ad aderire al bando per il Servizio Civile Nazionale grazie al quale vengo selezionato per la Redazione di Passepartout.

Insomma, quel che è accaduto è che l’esperienza di Servizio Civile mi ha aperto gli occhi donandomi chiari orizzonti sul mio futuro professionale. Iscritto poco dopo a Scienze dell’Educazione avvio cosi la mia carriera da Educatore ora impegnata nella Cooperativa Mirafiori.

L’incontro con Volonwrite, avvenuto nell’anno di Servizio Civile, è stato illuminante e sconvolgente. L’interazione con persone meravigliose e progetti appassionanti mi ha inevitabilmente legato all’Associazione facendomene innamorare.

Dopotutto quell’approccio gioioso e curioso che Volonwrite possiede nel suo Dna è un po’ quello che mi ha sempre accompagnato ed in cui ho sempre creduto.

Amo Volonwrite ed amo il suo costante impegno in una comunicazione sincera e briosa dalla voce accogliente e dal cuore orientato ad una sempre maggior integrazione, ad un senso forte di comunità dove è riconosciuta l’irripetibilità e l’unicità di ogni individuo, stella luminosa di una costellazione che ci unisce tutti nell’essere persone. Stella quadrata, tonda o a punte, grande o piccola, in carrozzina o meno, non fa differenza, l’importante è che possa risplendere.

Dopo due anni di lontananza per altri impegni lavorativi, dall’anno scorso mi sono aggregato nuovamente all’allegra combricola….e difficilmente me ne separerò.

Urca Urca Tirulero….!!!!!!

Ops…scusate forse son stato troppo sintetico…!

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