Quando si costruiscono politiche per prevenire e contrastare la violenza contro le donne, chi vive una disabilità non può essere consideratə soltanto tra le persone a cui quelle misure sono destinate. Deve poter partecipare alla loro progettazione.
È da questa prospettiva che il Forum Italiano sulla Disabilità (FID), insieme al Forum Europeo sulla Disabilità (EDF), promuove per il 24 settembre l’incontro online dedicato al recepimento in Italia della Direttiva europea 2024/1385, che introduce nuove disposizioni per prevenire e combattere la violenza contro le donne e la violenza domestica.
L’appuntamento, in programma dalle 14 alle 18, vuole mettere al centro le esperienze e le richieste delle donne e delle ragazze con disabilità in un momento importante: quello in cui le norme europee devono tradursi in misure concrete a livello nazionale.
La Direttiva europea e le persone con disabilità
La Direttiva 2024/1385 rappresenta il primo atto legislativo dell’Unione Europea specificamente dedicato alla prevenzione e al contrasto della violenza contro le donne e della violenza domestica.
Il testo riconosce anche la necessità di considerare le situazioni in cui la violenza si intreccia con altre forme di discriminazione, compresa quella legata alla disabilità. Le istituzioni nazionali sono chiamate a garantire che le vittime possano accedere alle misure di protezione e ai servizi di sostegno senza discriminazioni e tenendo conto delle loro esigenze specifiche.
Questo significa, per esempio, interrogarsi sull’accessibilità dei servizi antiviolenza, delle informazioni, delle modalità per chiedere aiuto e dei percorsi di protezione.
Un servizio può infatti essere formalmente disponibile, ma diventare difficilmente utilizzabile se le informazioni non sono accessibili, se gli spazi non sono fruibili o se non vengono previste le forme di assistenza necessarie.
Dalla norma alla realtà
Il recepimento di una direttiva europea non consiste semplicemente nel trasferire alcune disposizioni all’interno della legislazione nazionale. Significa decidere come quelle norme verranno applicate concretamente.
Ed è proprio in questa fase che la partecipazione delle donne con disabilità diventa particolarmente importante.
Il webinar organizzato dal FID vuole creare un confronto tra istituzioni, organizzazioni delle persone con disabilità, realtà impegnate nella tutela dei diritti delle donne e mondo accademico. L’obiettivo è discutere non soltanto dei contenuti della Direttiva, ma anche di come renderli effettivi nel contesto italiano.
Ad aprire i lavori sarà Francesca Sbianchi, presidente del FID, mentre la moderazione sarà affidata a Susi Ronchi, coordinatrice di GiULiA Sardegna.
La prima parte dell’incontro sarà dedicata al quadro europeo e al percorso di recepimento, con Giulia Traversi, responsabile per i Diritti delle Donne dell’EDF, che illustrerà obblighi, tempi e passaggi previsti dalla normativa.
Quali ostacoli incontrano le donne con disabilità?
Parlare di violenza significa anche considerare gli ostacoli che possono rendere più difficile riconoscerla, denunciarla o accedere ai servizi.
Per una donna con disabilità possono entrare in gioco diverse barriere: dalla mancanza di informazioni accessibili alle difficoltà fisiche nell’accesso ai servizi, fino alla necessità di forme di comunicazione o assistenza adeguate.
La Direttiva europea richiama proprio la necessità di garantire servizi di supporto capaci di rispondere anche alle esigenze delle vittime con disabilità e prevede misure specifiche sull’accessibilità delle informazioni e dei servizi.
Durante l’incontro, Luisella Bosisio Fazzi, componente del Comitato Donne dell’EDF, affronterà il tema dal punto di vista delle donne con disabilità, mentre Marcella Pirrone di D.i.Re porterà nel confronto l’esperienza della rete dei centri antiviolenza.
La riflessione riguarderà quindi non soltanto ciò che la legge prevede, ma anche ciò che serve perché quei diritti possano essere realmente esercitati.
Anche l’Italia dovrà trasformare la Direttiva in misure concrete
Una seconda parte del webinar sarà dedicata al quadro italiano.
Irene Pellizzone, delegata della Rettrice dell’Università degli Studi di Milano alla prevenzione della violenza di genere, analizzerà la normativa nazionale e lo stato del processo di recepimento. Barbara Giovanna Bello, dell’Università della Tuscia, approfondirà invece le possibili conseguenze della nuova normativa sull’ordinamento italiano.
Il confronto coinvolgerà anche le organizzazioni delle persone con disabilità. Tra gli interventi è previsto quello di Nazaro Pagano, presidente della FAND, mentre il FID presenterà una proposta per seguire nel tempo l’attuazione della Direttiva.
Si tratta di una griglia di monitoraggio, pensata per verificare non soltanto se le misure verranno adottate, ma anche come funzioneranno concretamente.
Partecipare significa anche poter controllare
Il monitoraggio è infatti uno degli aspetti centrali dell’iniziativa.
Perché una politica sia efficace non basta approvarla: occorre poter verificare quali risultati produce, individuare eventuali problemi e correggere ciò che non funziona.
Per questo il programma prevede anche la presentazione di una roadmap nazionale per il recepimento e il monitoraggio della Direttiva, affidata a Laura Abet del Centro Antidiscriminazione Franco Bomprezzi di LEDHA.
Il FID presenterà inoltre un documento di posizione con raccomandazioni rivolte al Governo e al Parlamento.
L’idea è costruire strumenti che permettano alle organizzazioni delle persone con disabilità e a quelle impegnate nella tutela dei diritti delle donne di continuare a seguire il percorso anche dopo il webinar.
“Niente senza di noi” non è solo uno slogan
C’è infine una questione che attraversa tutto l’incontro: chi prende parte alle decisioni?
Il principio “Niente senza di noi” nasce proprio dalla richiesta delle persone con disabilità di essere coinvolte direttamente nelle politiche che riguardano le loro vite. Non soltanto come destinatarie di interventi, ma come soggetti che partecipano alla loro definizione e alla loro valutazione.
Applicato al contrasto della violenza, significa chiedere che le donne con disabilità possano contribuire a individuare le barriere, definire le priorità e verificare se le misure adottate rispondono davvero alle loro esigenze.
È anche per questo che l’iniziativa del 24 settembre guarda oltre il singolo incontro: tra le proposte conclusive c’è la creazione di un gruppo di lavoro permanente dedicato al monitoraggio del recepimento.
Un incontro online accessibile
Il webinar si svolgerà online il 24 settembre 2026, dalle 14 alle 18.
Per favorire la partecipazione, il FID ha collaborato con Accessibility Days, realtà attiva sui temi dell’accessibilità e dell’inclusione digitale. L’iscrizione sarà possibile attraverso la piattaforma Hub Accessibility Days, selezionando l’evento dedicato alle donne con disabilità e alla Direttiva europea.
Il percorso di recepimento della normativa europea sarà lungo e richiederà scelte concrete. Ma una questione dovrebbe essere chiara fin dall’inizio: le politiche contro la violenza non possono essere considerate davvero inclusive se vengono costruite senza ascoltare le persone che dovranno poterle utilizzare.
Per le donne con disabilità, partecipare non significa soltanto avere uno spazio per parlare. Significa poter contribuire alle decisioni, controllarne l’applicazione e chiedere che i propri diritti siano effettivamente garantiti.
Ritrova tutti gli articoli!