Indagine sulla solitudine e comportamenti a rischio tra gli adolescenti

La prima giornata del XVIII Meeting Nazionale Rete Città si chiude con l’intervento di Fabio D’Antoni– Psicologo, Psicoterapeuta sistemico-relazionale e famigliare, Dirigente Psicologo presso l’Azienda Sanitaria Universitaria Integrata di Udine- che illustra un’indagine sulla solitudine e comportamenti a rischio tra gli adolescenti, organizzata dal Comune di Udine, in collaborazione con altre realtà territoriali e con il coinvolgimento delle Università.

L’indagine durata un anno, da giugno 2019 a giugno 2020 è proseguita durante il periodo di quarantena che è stato considerato un altro fattore da prendere in considerazione nella ricerca.

Obiettivo principale di questo lavoro è stata la solitudine percepita dagli adolescenti, precisamente il vissuto della solitudine in senso ampio, una solitudine che quindi si percepisce anche avendo delle relazioni e se la solitudine potesse incidere nei comportamenti a rischio.

L’indagine è stata svolta attraverso un questionario online, indirizzato principalmente ai ragazzi e ragazze delle scuole secondarie, da compilare in presenza di un adulto. Il campione di riferimento era composto da 40 studenti dai quattordici ai venti anni.

Gli addetti ai lavori hanno tenuto conto della componente cognitiva, affettiva e corporea utile ad analizzare come gli adolescenti percepiscono la solitudine sotto diversi punti di vista.

Tre sono le caratteristiche emerse come le principali coinvolte nella solitudine:

  • la tonalità affettiva,
  • il pensiero di essere soli,
  • la sensazione di vuoto.

I risultati hanno mostrato uno stretto legame tra la percezione della solitudine e la componente del sé, cioè a come i ragazzi percepiscono sé stessi e il proprio corpo.

Si è voluto tener conto della tendenza dissociativa, cioè tutti quei disturbi legati ad uno sconvolgimento e discontinuità nella normale integrazione di coscienza, memoria, identità emozione, percezione e rappresentazione del proprio corpo e del comportamento.

Importante, inoltre il risultato che fa emergere il collegamento che c’è tra la solitudine e l’uso di tabacco e il consumo di alcoolici.

Nella seconda parte della ricerca si è indagata la consapevolezza enterocettiva, cioè la consapevolezza che si ha del proprio corpo.

Dai dati è emerso che solo un ragazzo su due pratica sport; questo dato ha portato a chiedersi quale fosse il motivo per cui con l’avanzare dell’età i ragazzi e le ragazze abbandonano lo sport. Sono principalmente gli agonisti a continuare nella pratica. Sarebbe utile, quindi, pensare a delle iniziative volte a promuovere lo sport non a livello agonistico, per favorire anche l’aspetto della relazione oltre quello della salute.

Tra le domande del questionario compare la richiesta di riportare un’immagine che secondo i partecipanti potesse rappresentare il senso solitudine. Una volta individuata l’immagine si è chiesto di riportare un episodio in cui la persona ha sperimentato questa sensazione cercando di collegare l’immagine scelta e l’episodio vissuto, descrivendone il disturbo percepito e la parte del corpo coinvolta in quella sensazione. Questa domanda ha mostrato che molti ragazzi hanno percepito un disturbo fisico vero e proprio, sottolineando come il senso di solitudine può avere effetti negativi sul corpo.

Più della metà degli adolescenti intervistati non si considera all’altezza e ritiene di non avere il controllo della situazione. La sensazione è di non sentirsi incapaci, con conseguenti emozioni di rabbia e paura.

In merito al consumo di alcool, all’uso di tabacco e alla dipendenza dai media i risultati di questa ricerca hanno evidenziato che:

  • il 19 % consumano superalcolici,
  • il 3 % hanno avuto bisogno di una consulenza sanitaria in seguito all’uso di superalcolici,
  • il 31 % fumava
  • l’8 % presentava una dipendenza dai media.

 

Con l’aumentare dell’età, inoltre si è visto come aumenti anche il consumo di tabacco e superalcolici, invariata invece la dipendenza da internet.

Interessante e controcorrente rispetto alle previsioni il dato che ci dice come il fumo e il consumo di superalcolici sia diminuito durante il lockdown, come anche la dipendenza da internet.

Da questi risultati si può comprender come i comportamenti a rischio tra gli adolescenti siano connessi al sistema di relazioni.

Dal questionario sono emerse due risorse importanti:

  • la prima è che lo sport è una risorsa fondamentale per la salute dei ragazzi e per le loro relazioni
  • la seconda è come la consapevolezza del proprio corpo influisce sullo stato di fragilità dei ragazzi e delle ragazze; più si conosce il proprio corpo più ci si protegge.

Al termine dell’intervento prende la parola Giorgio Perilongo, professore ordinario di Pediatria all’Università di Padova, spiegando l’importanza della capacità di accettarsi per come si è soprattutto nella società attuale e Michela Gatta, professoressa di Neuropsichiatria Infantile dell’Università Padova, precisando come sia importante, per la percezione del corpo, lavorare sulla prevenzione.