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Le visioni di Nemrac (DFF edition) – Benny & Joon

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Data di pubblicazione 26 Marzo 2021
Tempo di lettura Lettura 4 minuti

BENNY & JOON: DUE DIMINUTIVI CHE SONO TUTTO UN PROGRAMMA

Che è successo tra te la signora Smay?
Si esprimeva con metafore di bassa lega…
E’ una governante Joon, non un’insegnante di letteratura…

Benjamin (Benny) e Juniper Pearl (Joon) sono due fratelli inseparabili che hanno perso la famiglia in un giorno di pioggia a causa di un incidente. Da quel giorno le loro vite sono cambiate per sempre: vivono insieme nella loro casa e Joon soffre di un disturbo mentale che la porta ad essere abitudinaria, con vizi ed ossessioni che ha imparato a canalizzare con una stravaganza esternata davvero solo quando dipinge.

Benny, invece, ha una sua officina dove lavora instancabile attorniato da amici complici e consapevoli di essere la sua famiglia allargata. Nella loro serata settimanale del poker le poste sono, il più delle volte, i frutti della sociologia del dono: il rilancio per vedere l’ultima mano rimasto memorabile è certamente rappresentato dal “mese di camicie” che Benny trova stirate dall’amico Mike.

Le crisi nervose da stress di Joon sono sempre più frequenti e prova ne è lo scoraggiamento provocato in tutte le governanti (la storia è ambientata in pieni anni Novanta quando “assistente domiciliare” era molto lontano dall’uso comune che ha oggi ndr.) passate dall’assistente sociale negli ultimi mesi per aiutare Benny a cercare qualcuno che potesse assistere la sorella mentre lui è al lavoro.

Joon cerca, sempre più spesso e non senza conseguenze per l’ordine pubblico del quartiere, spazi per la propria autonomia e la propria indipendenza anche fuori dalle mura domestiche perché il suo disturbo non ha mai inibito il suo acuto intuito e la sua destrezza, qualità che finiscono per animare la sua indole spavalda e solare.

Una sera Benny fa tardi al tavolo da poker e Joon prende il suo posto: certa della forza delle sue carte, si gioca tutto e Mike (lo “stiratore di camice”), nell’intendo di liberarsi di un inquilino indesiderato, mette sul piatto proprio la possibilità di sfrattare l’intruso. Con un “full” di sei il “colore” è battuto, così Benny e Joon si ritrovano un ospite tutto sommato non così sgradito; l’ospite inatteso è Sam, un giovanotto sgangherato solo nei modi singolari di affrontare la quotidianità.

L’intesa tra Joon e Sam è immediata, si sono come “afferrati” al primo sguardo: la ragazza s’è accorta di lui un pomeriggio come tanti, dalla macchina, quando alzando gli occhi al cielo ha notato il ragazzo con cappello appollaiato sui rami di un albero.  Benny vede in Sam un nuovo Buster Keaton per il suo corpo snodabile e la sua innata teatralità tragicomica nei modi, ma in realtà il ragazzo è un inguaribile cinefilo, dai classici fino agli Z movie Joon e Sam parlano la stessa lingua e, quando non ci riescono, la prossimità sembra l’unico ingrediente in grado di riportare l’ordine, o l’equilibrio perduto.

Jeremiah S. Chechik gira il non classico caso del “film giusto al momento giusto”, con Depp (Sam) che nello stesso anno affianca un ancora sconosciuto Di Caprio in “Arizona Dream” di Kusturica mentre Masterson travasa in Joon lo spirito ribelle del protagonista – quasi pronta per Bed of Roses – di “Pomodori verdi fritti” Idgie Treadgoode. Il tutto solo per citare due dei tre protagonisti.

Cronache cinefile a parte,  Chechik fa della creatività sfrenata un universo filmico sterminato e dell’empatica spontaneità dei personaggi le chiavi congrue per raccontare efficacemente il modo in cui la disabilità e l’anomalia siano caratteristiche di persone che sono parte di una collettività, che abitano i quartieri, le tavole calde e i parchi non separatamente dal resto del Mondo.

Qualcuno potrebbe giustamente osservare che il fatto che questo film sia  datato: sostengo che sia datato nella misura in cui il contesto risulta temporalmente molto riconoscibile, ma non altrettanto nella misura in cui è frammento di un nutrito gruppo di opere coeve che hanno scritto la storia del cinema indipendente come oggi lo ri-conosciamo (da Richard Linklater a Kevin Smith, per citare solo i primi due che mi vengono in mente).

Il film è attualmente disponibile su Prime Video.

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