Giornata Nazionale del Braille, le riflessioni del presidente di UICI Torino Giovanni Laiolo

Giovanni Laiolo

Domenica 21 febbraio si celebrerà la Giornata Nazionale del Braille, l’alfabeto tattile in rilievo ideato nel 1800 da Louis Braille e destinato a persone cieche e ipovedenti. In vista di questo importante appuntamento, il presidente di UICI Torino Giovanni Laiolo ha espresso alcune considerazioni. Leggi tutto “Giornata Nazionale del Braille, le riflessioni del presidente di UICI Torino Giovanni Laiolo”

Coronavirus, il Forum Terzo Settore lancia la campagna “#nonfermateci”

di Marco Berton

“C’è un’Italia che non può fare a meno di noi”: con questo slogan, il Forum Terzo Settore lancia la campagna di comunicazione “#Nonfermateci”, promossa da 87 organizzazioni rappresentative di oltre 350mila tra associazioni di volontariato, di promozione sociale e imprese sociali (con un altissimo numero di operatori coinvolti, tra volontari e lavoratori), per sensibilizzare le istituzioni sull’importanza di sostenere concretamente attività davvero essenziali come quelle rivolte alle persone. Leggi tutto “Coronavirus, il Forum Terzo Settore lancia la campagna “#nonfermateci””

Torino, lanciata la campagna informativa per persone malate e con disabilità non autosufficienti

È stata presentata questa mattina, presso la Sala della Conferenza dei Capigruppo della Città di Torino, la campagna informativa sul diritto alle cure sanitarie e socio-sanitarie diretta a persone malate e/o con disabilità non autosufficienti. L’iniziativa si è concretizzata attraverso la stampa di un volantino in cui sono indicate le normative vigenti riguardo le dimissioni in caso di ricovero in ospedale o in casa di cura convenzionata. Leggi tutto “Torino, lanciata la campagna informativa per persone malate e con disabilità non autosufficienti”

Discorso del presidente Mauro Costanzo per il decennale di Volonwrite

Convegno Giornalismo e Disabilità dov'è la notizia?

di Mauro Costanzo (in occasione del convegno Giornalismo e disabilità: dov’è la notizia?)

Buongiorno e benvenuti! È una bella emozione avervi qui in una ricorrenza così significativa per noi. È banale, ma sembra davvero nata ieri Volonwrite, associazione nata in seno alla Redazione “Città Aperta” del Servizio Passepartout della Città di Torino grazie ad una grossa unità d’intenti e ad un entusiasmo sempre crescente. Effettuando una lieve pressione sul tasto rewind, dagli svariati fotogrammi fa capolino un’infinita galleria di volti, tutti connotati da ampi sorrisi dai quali si scorge, chiaramente, tanta voglia di fare e di mettersi gioco. Tutto questo trasmette – partendo da un contesto in cui si respira un clima fatto di complicità, allegria e amicizia abbinato ad una grande passione – un’immagine della disabilità non stereotipata.

Ripercorrendo questo intenso decennio, le immagini che si susseguono sono tantissime ma il primo pensiero, non potrebbe essere altrimenti, è per Vincenzo Langella. A Vince mi legava un’amicizia trentennale, nata sui banchi di scuola e proseguita cavalcando passioni comuni. Persi di vista per qualche tempo, ci siamo ritrovati stabilmente in questi locali, vera fucina di tante idee. Al di là di questi personalismi, Vince si interfacciava con questo nostro mondo con la sua immancabile ironia, con una grande competenza e una spiccata propensione verso tutto ciò che rappresentasse qualcosa di innovativo. A pensarci bene sono tra i punti cardine sui quali si è affermata ed è cresciuta Volonwrite, grazie Vince! Estendo ovviamente i ringraziamenti a tutti i volontari e a tutti i collaboratori: elencare i nomi sarebbe troppo lungo ma un trio lo voglio fare: Mariacristina Acciarri, che ha colto l’eredità di Vincenzo in un momento di grande coinvolgimento emotivo, Giada Morandi alla regia della macchina amministrativa e organizzativa e Marco Berton, punto di riferimento dell’area giornalistica

Volonwrite è passione, entusiasmo, competenza, integrazione, ironia. Comunicare la disabilità è la nostra mission e si fa con una cifra ben definita, da sempre la nostra cifra. Cercando di raccontare, di delineare, di tratteggiare una disabilità in chiave positiva, cogliendone la trasversalità nei meandri socio culturali. Non ci piace la retorica, la speculazione, la notizia a tutti i costi. Ci coinvolge e ci emoziona, ad esempio, il mondo paralimpico con i suoi protagonisti e i suoi eventi che, oltre a regalarci grandi emozioni, grazie ai risultati provenienti dai campi di gara sa regalarci un tourbillon di storie, romanzi che si scrivono da soli a bordo campo. Al di fuori degli impianti sportivi si registrano vittorie anche in campo scolastico, lavorativo e architettonico, giusto per citare tre tematiche pilastro nella narrazione dalla disabilità. Un universo, quello della disabilità, che è bene raccontare attraverso fotografie il più possibile fedeli alla realtà e non “photoshoppate” in funzione di beceri sensazionalismi.

Sul versante della comunicazione non è stato un decennio proprio anonimo, la rivoluzione Social ha alterato i paradigmi del comunicare in senso classico, sono variate le logiche dell’interfacciarsi con i fruitori dei media, è più agevole l’accesso alle informazioni e, puntando il focus sulla disabilità (dove l’accessibilità limitata non è solo una questione di barriere architettoniche), è una rampa di accesso di notevole comodità. Noi abbiamo cercato di cavalcare un’ondata che si è evoluta parallelamente al nostro cammino, rimodellandoci ai nuovi mezzi e alle nuove tecnologie di questa informazione 3.0. Nel 2018 siamo diventati Testata giornalistica, traguardo da noi molto ambito e colto con grande soddisfazione: pur essendo ancora in fase di strutturazione e crescita, tra gli obiettivi di questo secondo decennio che va a cominciare c’è, spinti dall’entusiasmo che ci è consono, un graduale ma costante sviluppo di un progetto a cui teniamo molto.

Trucchi e segreti per un social media manager al Salone internazionale del Libro di Torino

di Stefano Martini

Al Salone Internazionale del Libro di Torino, in Area Professionali, si è svolto un seminario (a cura di Con3 ed Editrice Bibliografica) con l’esperto in social media e comunicazione Davide Giansoldati in cui sono stati svelati trucchi e segreti per un social media manager di ultima generazione. Giansoldati, subito dopo la presentazione, ha voluto fare una premessa: “Quello che vi dirò oggi – ha esordito – è probabile che domani sia già cambiato o comunque evoluto” rimarcando il fatto che il mondo dei social è in continuo mutamento”. Leggi tutto “Trucchi e segreti per un social media manager al Salone internazionale del Libro di Torino”

Il flusso delle informazioni nella nostra società digitale

di Valentina Caradonna

In una società digitale come la nostra tante informazioni garantiscono tante certezze? Questo è stato il tema della tavola rotonda di Giovedì 9 Maggio al Salone del Libro che ha coinvolto diversi relatori: “A volte – ha esordito Filippo Lucci, presidente nazionale Corecom – tanti dati possono generare tanta confusione; la cultura ci consente di codificare i messaggi e, per questo, è fondamentale aggiornarla, così come aggiornare lo strumento dell’informazione rispetto alle esigenze che si pongono. Nonostante l’accesso diretto dei cittadini al complesso di informazioni esistente in rete, essi ricercano sempre la piena credibilità, l’approfondimento di una notizia, che può avvenire anche attraverso un riscontro televisivo”. La verifica delle fonti e la mediazione giornalistica costituiscono le prime attività del mestiere del giornalista: “Non si devono rincorrere i processi – ha continuato Lucci – ma bisogna anticiparli”.

I big data possono configurarsi come strumenti di manipolazione: in questo senso si corre il rischio di essere soggiogati da una dittatura informatica? Quali sono gli scenari futuri? “La tecnologia digitale – ha riportato il professor Juan Carlos De Martin – sta entrando progressivamente e capillarmente in settori sempre maggiori totalmente tradizionali portando con sé la sensazione che tutto si stia digitalizzando.” Ciò che è cambiato è l’arrivo dell’informazione attraverso la rete, evidenziando lo slittamento, giustificato, dai big data ai social media. L’uso ordinario e inevitabile nel tempo dei big data, e dei social media, costituiscono un problema culturale: “C’è un equilibrio magico e sospeso – ha affermato il giornalista Tarcisio Mazzeo nel quale noi ci muoviamo: bisogna usare bene questi strumenti e sapere che è necessaria la verifica da parte dell’essere umano, usando la propria esperienza.”

Affrontare diverse questioni che hanno al centro i big data è stato uno sforzo che ha dovuto affrontare il professore Antonio Nicita. I big data non sono intesi solo come il flusso di dati, ma riportano l’idea, collegata ai social network, che esiste un modo di rivelare e raccogliere dati in grandi quantità e in grande varietà. Tutto ciò succede in una società nella quale si realizza la doppia e continua informazione: mentre usiamo un’informazione, la stiamo rivelando nello stesso tempo, contribuendo all’efficienza della domanda e dell’offerta dell’informazione stessa. Collegata ai big data non è solo la questione della privacy, ma anche una questione economica: l’informazione come bene economico.

Ciò che fa la differenza è la qualità dell’informazione: si tratta di un passaggio delicato in cui l’informazione parte in un modo, si evolve, cambia, si modifica, e alla fine si scopre che la vita, spesso, è un’altra cosa.

“Il futuro del giornalismo” al Salone del Libro di Torino

di Stefano Martini

L’appuntamento pomeridiano di lunedì 13 maggio al Salone Internazionale del libro di Torino punta a farci riflettere “sull’odierna necessità di un buon giornalismo”, come sottolineato dal moderatore del dibattito Daniele Cerrato: “In un mondo dove le notizie si rincorrono sempre più frettolosamente – aggiunge – al punto da non riuscire più a distinguere quale sia l’informazione di livello, quella scadente o la vera e propria fake news, sembra proprio che la qualità sia l’elemento che possa garantire la differenza”. Leggi tutto ““Il futuro del giornalismo” al Salone del Libro di Torino”

Salone del Libro di Torino, virtuale è reale? La comunicazione non ostile nella vita quotidiana dei ragazzi

di Valentina Caradonna

“Virtuale è reale: dico e scrivo in rete solo cose che ho il coraggio di dire di persona”. “ Si è ciò che si comunica: le parole che scelgo raccontano la persona che sono”. Da qui l’importanza delle parole, uno dei punti del manifesto della comunicazione non ostile, promosso dall’associazione “Parole O_Stili”, rappresentata da Daniela Pavone.

Giovedì 9 Maggio al Salone del libro viene presentato il libro “Penso, parlo, posto. Breve guida alla comunicazione non ostile”, nato dalla collaborazione degli autori presenti, Federico Taddia e Carlotta Cubeddu, e con la partecipazione dell’associazione “Parole O_Stili”. Quest’ultima nasce con l’obiettivo di sensibilizzare sulla violenza e sull’aggressività delle parole in qualsiasi momento della vita quotidiana. Il libro accoglie i dieci principi del manifesto della comunicazione non ostile e li declina per un’età in cui si è dentro il mondo dei social e della comunicazione online con una serie di esempi pratici che permettano ad ogni lettore di calarsi dentro la situazione presentata; nasce dall’esigenza di cambiare la prospettiva da cui si guarda il mondo attraverso una serie di storie che rappresentano piccoli passi verso il cambiamento. Questo manuale si focalizza su un problema, spesso sottovalutato: ciò che le parole possono causare nell’ambiente in cui si vive. Smonta e monta il linguaggio per inquinare sempre meno. Le parole causano reazioni diverse in base al contesto in cui vengono espresse: dire ciò che si pensa non è così semplice.

Altro tema affrontato nel libro riguarda la corrispondenza tra ciò che si dice e ciò che si fa. I social diventano un ampio palcoscenico in cui gli adulti manifestano un pensiero preciso che, spesso, non ha un riscontro nelle azioni pratiche attuate. Spesso chi richiede un comportamento morale ai ragazzi, che siano genitori o insegnanti, non lo fa personalmente: da qui nasce l’interrogativo comune “Come decido cosa fare e che persona voglio essere?”

Il digitale, che viviamo nella quotidianità, ha velocizzato e cambiato tutto, tutto è più invasivo: qui il linguaggio, la comunicazione, le relazioni, che nella realtà hanno una storia alle spalle, sembrano essere stravolti, come se fossero in un frullatore e fossero state cambiate le regole che li governano. È tempo che adulti e ragazzi insieme scrivano queste regole e questo è quello che hanno provato a fare Taddia e Cubeddu: fornire non regole prescrittive, ma suggerimenti per regolare le proprie azioni. Cosa possono scatenare le parole dietro ad un post o una foto diffusa in rete?

Media, in Rai arriverà un “disability manager”

Grande innovazione per il servizio pubblico radiotelevisivo italiano: la Rai, infatti, si doterà presto della figura del “disability manager”. L’annuncio è arrivato dall’amministratore delegato Fabrizio Salini durante il convegno “Nessuno escluso”, organizzato a Roma per promuovere l’impegno dell’azienda per l’accessibilità.

Nel suo intervento, Salini ha ricordato gli ottimi numeri della Rai: “Il tema dell’offerta dedicata alle persone con disabilità – ha dichiarato – rappresenta uno degli elementi centrali della missione del servizio pubblico: andando nel dettaglio, nel 2018 abbiamo sottotitolato 16.040 ore, 1.500 in più rispetto al 2017, pari all’88% a fronte di un obbligo dell’85%. Il dato si inserisce in un trend pluriennale di continua crescita”.

Salini ha poi ribadito la necessità di continuare a investire in questo ambito: “Ho la responsabilità e l’onore di guidare questa azienda – ha aggiunto – da otto mesi e confesso che una delle cose che più mi ha colpito è proprio la quantità e la qualità del suo impegno sui temi dell’accessibilità. Un impegno che merita di essere sottolineato”.

Il disability manager, ha fatto sapere l’azienda, avrà il compito di orientare l’organizzazione e la gestione del personale, con un occhio di riguardo alle perone con disabilità, avendo come fine l’accesso e la valorizzazione del loro lavoro.