Una censura che fa quanto meno discutere

Secondo il CoorDown, la decisione del Consiglio Superiore per l’Audiovisione francese, confermata ora dal Consiglio di Stato del Paese transalpino, di censurare il video “Dear Future Mom”, frutto di un progetto internazionale di cui la stessa CoorDown era stata capofila e basto sulla testimonianza di “vita felice” di otto persone con sindrome di Down, «è un atto grave di censura che lede i diritti umani e l’immagine delle persone con sindrome di Down, che non solo hanno il diritto di essere felici, ma anche quello di esprimere il loro punto di vista ed essere ascoltati». Leggi tutto “Una censura che fa quanto meno discutere”

Un altro passo avanti nella pubblicità

«Siamo particolarmente soddisfatti di questa pubblicità, che mostra come si stiano facendo concreti passi avanti per una reale inclusione delle persone con sindrome di Down. Ci auguriamo di vedere sempre più persone con disabilità rappresentate in normali contesti quotidiani. L’inclusione passa anche attraverso i messaggi pubblicitari»: a dichiararlo è Anna Contardi, coordinatrice nazionale dell’AIPD (Associazione Italiana Persone Down), commentando una pubblicità di Fisher Price, compagnia produttrice di giocattoli per bambini, nella quale uno dei bimbi ha la sindrome di Down. Leggi tutto “Un altro passo avanti nella pubblicità”

#HowDoYouSeeMe: l’inclusione c’è solo quando gli altri ti riconoscono

«Non si può fare inclusione senza partire dalla cultura, non si può pensare di fare inclusione scolastica con buoni insegnati di sostegno e buoni servizi se poi l’ambiente non è consapevole. Questo non è questione di norme e leggi ma di persone, l’inclusione c’è solo quando gli altri ti riconoscono»: così Sergio Silvestre, presidente di CoorDown, commenta il tema della campagna di qust’anno, #HowDoYouSeeMe. Leggi tutto “#HowDoYouSeeMe: l’inclusione c’è solo quando gli altri ti riconoscono”