Basket in carrozzina, il torinese Driss Saaid Campione d’Italia con la Briantea ’84 Cantù

L’ex giocatore dell’HB Uicep Torino Driss Saaid (foto di copertina di Alessandro Vezzoli) ha vinto lo scudetto di basket in carrozzina con la Briantea ’84 Cantù. Per lui si tratta del secondo successo tricolore consecutivo, dopo il titolo conquistato con la compagine marchigiana della Santo Stefano AVIS nella stagione 2018-2019 (nel 2019-2020 il campionato non si è concluso a causa della pandemia di Covid-19). Leggi tutto “Basket in carrozzina, il torinese Driss Saaid Campione d’Italia con la Briantea ’84 Cantù”

Aperitivo solidale per Liberi di fare, la rete nazionale per l’assistenza personale e la vita indipendente

Liberi di fare, la rete nazionale creata da centinaia di persone con e senza disabilità per rivendicare il diritto all’assistenza personale e alla vita indipendente, organizza un aperitivo solidale di auto-finaziamento. La serata si svolgerà mercoledì, a partire dalle ore 19.30, presso Fiori e caffè – Ristorante e dolcezze di Via Milano 16/d a Torino. Leggi tutto “Aperitivo solidale per Liberi di fare, la rete nazionale per l’assistenza personale e la vita indipendente”

Gli atleti convocati dalla FISPES per i Mondiali di atletica leggera di Londra

Tante speranze azzurre agli imminenti Campionati Mondiali di atletica leggera, in programma a Londra da domani a domenica 23 luglio. La FISPES (Federazione Italiana Sport Paralimpici e Speciali), in una conferenza stampa andata in scena a Roma la scorsa settimana, ha ufficializzato le convocate ed i convocati per la spedizione. Leggi tutto “Gli atleti convocati dalla FISPES per i Mondiali di atletica leggera di Londra”

La Pro Sesto presenta la sua Scuola Calcio per persone con disabilità

La Pro Sesto, storica società calcistica di Sesto San Giovanni (ora militante nel Campionato Nazionale Dilettanti) sta portando avanti, in collaborazione con la società Dinamic Star, un progetto di scuola calcio interamente destinato e dedicato a ragazze e ragazzi con disabilità tra i 9 e i 25 anni. Leggi tutto “La Pro Sesto presenta la sua Scuola Calcio per persone con disabilità”

L’Italia al suo primo torneo internazionale di calcio per disabilità fisiche

La Nazionale Italiana di calcio a 7 per disabilità fisiche ha partecipato, lo scorso weekend, al suo primo torneo internazionale. La rappresentativa, creata e voluta dalla FISPES (Federazione Italiana Sport Paralimpici e Sperimentali), è stata protagonista a Dublino insieme ai padroni di casa irlandesi, alla Danimarca e all’Inghilterra Under 20. Leggi tutto “L’Italia al suo primo torneo internazionale di calcio per disabilità fisiche”

Lennon e i disabili: mancanza di rispetto o goliardata?

La notizia del giorno, uscita su tutti i maggiori quotidiani in varie salse, è sicuramente quella del video di John Lennon che prende in giro, imitandole con movimenti goffi e scoordinati, le persone
con disabilità. Gravissima mancanza di rispetto o semplice goliardata? Come quanto successo con la nuova Miss Italia qualche giorno fa (fatti i dovuti distinguo sullo spessore dei personaggi in
questione), il fatto ha scatenato pubblici ministeri e avvocati difensori, impegnati come non mai in una delle tante battaglie “social” di questo periodo. Leggi tutto “Lennon e i disabili: mancanza di rispetto o goliardata?”

Smartwatch e accessibilità: per il verdetto ci vuole tempo

Un settore di dispositivi nato da poco e tutto da esplorare, con funzioni “senza barriere” già presenti e altre da integrare. Le dimensioni ridotte dello schermo chiamano a una nuova sfida

Fino a qualche tempo fa, gli appassionati di tecnologia non vedevano l’ora di provare i primi smartwatch. Ora che questi dispositivi, un po’ orologio e un po’ prolungamento degli smartphone, sono in commercio, che funzionalità portano a chi continua a non vedere l’ora, nel vero senso del termine, perchécieco? Strumenti interattivi da polso come questi, con schermi piccoli, possono in effetti risultare difficili all’uso se si hanno problemi visivi. E il discorso si allarga considerando anche chi ha disabilità motorie che impediscono una buona manualità. Le funzioni accessibili non mancano, ma l’impressione è che su questo fronte si possa, e debba, lavorare ancora. Dopotutto, il mercato degli smartwatch è ancora fresco, e da esplorare.

LO SCENARIO – Certo, quando si parla di fruibilità di questi dispositivi bisogna fare delle distinzioni, e qui entra in gioco l’annoso confronto tra sistemi operativi mobili, con Android da una parte e iOS dall’altra. Il primo con il tempo ha migliorato le sue funzioni pensate per chi ha qualche disabilità. Senza dimenticare le iniziative di singole aziende hi-tech, che personalizzano il software all’insegna dell’uso “senza barriere” dei propri tablet e smartphone. Apparecchi, insomma, portatili, ma quando si parla di dispositivi indossabili il discorso cambia. Qui entra in gioco Android Wear, il software che comanda numerosi orologi smart, di diverse forme e marche. Ultimamente sono state apportate funzioni per ingrandire quello che appare sul display, e per invertire i colori del testo. “Queste caratteristiche possono essere utili per chi è ipovedente, ma non per chi è cieco”, fa notare Giuseppe Di Grande, sviluppatore non vedente, che su Facebook ha aperto il gruppo “Android accessibile”. “Per gli strumenti indossabili – continua il programmatore -manca in effetti un servizio essenziale come TalkBack”. Si tratta della funzione pensata per Android e capace di tradurre con la sintesi vocale comandi, avvisi e tutto quello che compare sugli schermi dei dispositivi mobili. Assente, dunque, per il momento negli orologi, ma magari, chissà, nei prossimi aggiornamenti del software potrebbe comparire.
Sul fronte del sistema operativo iOS, anch’esso con diversi anni di storia suddivisa tra telefoni e tablet, la versione “da polso” si chiama WatchOs, ed è ben più recente. La lettura dello schermo è inclusa di serie, come pure altre funzioni come l’ingrandimento dei numeri a schermo intero, la possibilità di semplificare il modo in cui si toccano gli elementi sul display, e la conversione dell’audio da stereo a mono, pensato per chi ha disabilità uditive.

LE IDEE – Ci sono anche applicazioni all’insegna dell’accessibilità disponibili indifferentemente per i diversi sistemi operativi che comandano gli smartwatch. È il caso delle app della serie ViaOpta: in particolare, una di queste si chiama Nav, ed è pensata per ciechi e ipovedenti, ai quali offre un sistema di navigazione attraverso una guida vocale e vibrazioni sul polso. Un modo per avere più autonomia negli spostamenti di tutti i giorni.
In Rete, poi, ci sono presentazioni di smartwatch pensati appositamente per chi ha disabilità visive. Il loro numero è ridotto, ma a suscitare attenzione negli ultimi tempi è un modello ideato da una startup sudcoreana e previsto sul mercato entro la fine dell’anno. Si tratta del primo smartwatch braille: grazie ad alcuni tasselli mobili sul display, si convertono i messaggi e le notifiche provenienti dal telefono. “L’idea può essere interessante per chi vuole usare uno smartwatch in modalità silenziosa, perché questo modello non converte in voce le informazioni. C’è però da dire che si tratta di un prodotto pensato appositamente per chi è cieco. Io, invece, sono sempre favorevole all’uso di prodotti standard, progettati per tutti gli utenti“. Il parere arriva da Marina Vriz, prima programmatrice italiana non vedente, e consulente della fondazione Asphi, che promuove l’integrazione dei disabili attraverso le nuove tecnologie.

LE ATTESE – L’accessibilità dei dispositivi indossabili, dunque, è un percorso iniziato, ma con altre tappe all’orizzonte. Al momento, è difficile ipotizzare una tabella di marcia: “Dipenderà molto dal mercato – commenta la programmatrice – e anche dall’uso che si farà delle possibilità offerte dalla tecnologia. Queste sono già disponibili“. Insomma, è tutta questione di tempo.

PER APPROFONDIRE:

Il sito della Fondazione Asphi
http://www.asphi.it

I disabili hanno più carie degli altri. Perché?

Lo dice una ricerca francese, ma il titolo è veramente da stupidario! Purtroppo si ha sempre questo luogo comune che i disabili siano “strani” ma come ben sappiamo non è così…

Le cifre sono allarmanti. In Francia il 90% delle persone disabili ha problemi gengivali. E il rischio carie nei bambini con handicap è 4 volte superiore alla media. La principale ragione non è fisica. Molto dipende invece dal fatto che, come spiega perfettamente Benoît Perrin, segretario generale del UFSBD: ”quando una persona ha una disabilità, le cure dentistiche vengono quasi dimenticate“. Un problema che i professionisti odontoiatrici hanno deciso di affrontare con grande energia. Dopo, infatti, aver firmato la Carta Romain Jacob a supporto dell’accesso alle cure per questa speciale categoria di pazienti, hanno deciso di fare di più. E, concretamente, hanno contattato le università affinché i futuri dentisti vengano coinvolti fin dalla loro formazione iniziale. In progetto, inoltre, la creazione di corsi di formazione continua per i professionisti.

Fonte: WEST | di Beatrice Credi