60 Anni di UILDM

Fondata nell’agosto del 1961 da Federico Milcovich, UILDM, acronimo di Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare, è l’Associazione nazionale di riferimento per le persone con disabilità, in particolar modo si prefigge di favorire l’inclusione sociale; promuovere la ricerca scientifica e l’informazione sanitaria sulle distrofie muscolari progressive e sulle altre patologie neuromuscolari. Leggi tutto “60 Anni di UILDM”

Mezzopieno organizza la “Giornata nazionale dell’informazione costruttiva”

Informazione costruttiva 2021

Il movimento Mezzopieno promuove, in occasione del 3 maggio – Giornata Internazionale della Libertà di Stampa, la Giornata Nazionale dell’Informazione Costruttiva. Durante il corso della stessa, dalle 10 alle 15, sulla pagina Facebook di Mezzopieno e sul sito ufficiale verrà trasmesso un evento con approfondimenti e confronti sulla tematica. Leggi tutto “Mezzopieno organizza la “Giornata nazionale dell’informazione costruttiva””

Discorso del presidente Mauro Costanzo per il decennale di Volonwrite

Convegno Giornalismo e Disabilità dov'è la notizia?

di Mauro Costanzo (in occasione del convegno Giornalismo e disabilità: dov’è la notizia?)

Buongiorno e benvenuti! È una bella emozione avervi qui in una ricorrenza così significativa per noi. È banale, ma sembra davvero nata ieri Volonwrite, associazione nata in seno alla Redazione “Città Aperta” del Servizio Passepartout della Città di Torino grazie ad una grossa unità d’intenti e ad un entusiasmo sempre crescente. Effettuando una lieve pressione sul tasto rewind, dagli svariati fotogrammi fa capolino un’infinita galleria di volti, tutti connotati da ampi sorrisi dai quali si scorge, chiaramente, tanta voglia di fare e di mettersi gioco. Tutto questo trasmette – partendo da un contesto in cui si respira un clima fatto di complicità, allegria e amicizia abbinato ad una grande passione – un’immagine della disabilità non stereotipata.

Ripercorrendo questo intenso decennio, le immagini che si susseguono sono tantissime ma il primo pensiero, non potrebbe essere altrimenti, è per Vincenzo Langella. A Vince mi legava un’amicizia trentennale, nata sui banchi di scuola e proseguita cavalcando passioni comuni. Persi di vista per qualche tempo, ci siamo ritrovati stabilmente in questi locali, vera fucina di tante idee. Al di là di questi personalismi, Vince si interfacciava con questo nostro mondo con la sua immancabile ironia, con una grande competenza e una spiccata propensione verso tutto ciò che rappresentasse qualcosa di innovativo. A pensarci bene sono tra i punti cardine sui quali si è affermata ed è cresciuta Volonwrite, grazie Vince! Estendo ovviamente i ringraziamenti a tutti i volontari e a tutti i collaboratori: elencare i nomi sarebbe troppo lungo ma un trio lo voglio fare: Mariacristina Acciarri, che ha colto l’eredità di Vincenzo in un momento di grande coinvolgimento emotivo, Giada Morandi alla regia della macchina amministrativa e organizzativa e Marco Berton, punto di riferimento dell’area giornalistica

Volonwrite è passione, entusiasmo, competenza, integrazione, ironia. Comunicare la disabilità è la nostra mission e si fa con una cifra ben definita, da sempre la nostra cifra. Cercando di raccontare, di delineare, di tratteggiare una disabilità in chiave positiva, cogliendone la trasversalità nei meandri socio culturali. Non ci piace la retorica, la speculazione, la notizia a tutti i costi. Ci coinvolge e ci emoziona, ad esempio, il mondo paralimpico con i suoi protagonisti e i suoi eventi che, oltre a regalarci grandi emozioni, grazie ai risultati provenienti dai campi di gara sa regalarci un tourbillon di storie, romanzi che si scrivono da soli a bordo campo. Al di fuori degli impianti sportivi si registrano vittorie anche in campo scolastico, lavorativo e architettonico, giusto per citare tre tematiche pilastro nella narrazione dalla disabilità. Un universo, quello della disabilità, che è bene raccontare attraverso fotografie il più possibile fedeli alla realtà e non “photoshoppate” in funzione di beceri sensazionalismi.

Sul versante della comunicazione non è stato un decennio proprio anonimo, la rivoluzione Social ha alterato i paradigmi del comunicare in senso classico, sono variate le logiche dell’interfacciarsi con i fruitori dei media, è più agevole l’accesso alle informazioni e, puntando il focus sulla disabilità (dove l’accessibilità limitata non è solo una questione di barriere architettoniche), è una rampa di accesso di notevole comodità. Noi abbiamo cercato di cavalcare un’ondata che si è evoluta parallelamente al nostro cammino, rimodellandoci ai nuovi mezzi e alle nuove tecnologie di questa informazione 3.0. Nel 2018 siamo diventati Testata giornalistica, traguardo da noi molto ambito e colto con grande soddisfazione: pur essendo ancora in fase di strutturazione e crescita, tra gli obiettivi di questo secondo decennio che va a cominciare c’è, spinti dall’entusiasmo che ci è consono, un graduale ma costante sviluppo di un progetto a cui teniamo molto.

Il flusso delle informazioni nella nostra società digitale

di Valentina Caradonna

In una società digitale come la nostra tante informazioni garantiscono tante certezze? Questo è stato il tema della tavola rotonda di Giovedì 9 Maggio al Salone del Libro che ha coinvolto diversi relatori: “A volte – ha esordito Filippo Lucci, presidente nazionale Corecom – tanti dati possono generare tanta confusione; la cultura ci consente di codificare i messaggi e, per questo, è fondamentale aggiornarla, così come aggiornare lo strumento dell’informazione rispetto alle esigenze che si pongono. Nonostante l’accesso diretto dei cittadini al complesso di informazioni esistente in rete, essi ricercano sempre la piena credibilità, l’approfondimento di una notizia, che può avvenire anche attraverso un riscontro televisivo”. La verifica delle fonti e la mediazione giornalistica costituiscono le prime attività del mestiere del giornalista: “Non si devono rincorrere i processi – ha continuato Lucci – ma bisogna anticiparli”.

I big data possono configurarsi come strumenti di manipolazione: in questo senso si corre il rischio di essere soggiogati da una dittatura informatica? Quali sono gli scenari futuri? “La tecnologia digitale – ha riportato il professor Juan Carlos De Martin – sta entrando progressivamente e capillarmente in settori sempre maggiori totalmente tradizionali portando con sé la sensazione che tutto si stia digitalizzando.” Ciò che è cambiato è l’arrivo dell’informazione attraverso la rete, evidenziando lo slittamento, giustificato, dai big data ai social media. L’uso ordinario e inevitabile nel tempo dei big data, e dei social media, costituiscono un problema culturale: “C’è un equilibrio magico e sospeso – ha affermato il giornalista Tarcisio Mazzeo nel quale noi ci muoviamo: bisogna usare bene questi strumenti e sapere che è necessaria la verifica da parte dell’essere umano, usando la propria esperienza.”

Affrontare diverse questioni che hanno al centro i big data è stato uno sforzo che ha dovuto affrontare il professore Antonio Nicita. I big data non sono intesi solo come il flusso di dati, ma riportano l’idea, collegata ai social network, che esiste un modo di rivelare e raccogliere dati in grandi quantità e in grande varietà. Tutto ciò succede in una società nella quale si realizza la doppia e continua informazione: mentre usiamo un’informazione, la stiamo rivelando nello stesso tempo, contribuendo all’efficienza della domanda e dell’offerta dell’informazione stessa. Collegata ai big data non è solo la questione della privacy, ma anche una questione economica: l’informazione come bene economico.

Ciò che fa la differenza è la qualità dell’informazione: si tratta di un passaggio delicato in cui l’informazione parte in un modo, si evolve, cambia, si modifica, e alla fine si scopre che la vita, spesso, è un’altra cosa.

“Il futuro del giornalismo” al Salone del Libro di Torino

di Stefano Martini

L’appuntamento pomeridiano di lunedì 13 maggio al Salone Internazionale del libro di Torino punta a farci riflettere “sull’odierna necessità di un buon giornalismo”, come sottolineato dal moderatore del dibattito Daniele Cerrato: “In un mondo dove le notizie si rincorrono sempre più frettolosamente – aggiunge – al punto da non riuscire più a distinguere quale sia l’informazione di livello, quella scadente o la vera e propria fake news, sembra proprio che la qualità sia l’elemento che possa garantire la differenza”. Leggi tutto ““Il futuro del giornalismo” al Salone del Libro di Torino”

Non è vero ma ci credo, le scuole contro le fake news al Salone del Libro di Torino

Presso il Salone Internazionale del Libro di Torino è stato presentata la prima edizione del progetto Internet, Fake News e Bolle informative, sostenuto dalla Fondazione Crt, che ha visto il lavoro delle classi dell’Istituto d’Istruzione Superiore Giovanni Natta di Rivoli. Leggi tutto “Non è vero ma ci credo, le scuole contro le fake news al Salone del Libro di Torino”

Un grande traguardo per Volonwrite: siamo testata giornalistica!

Il 31/01/2018 resterà impresso negli annali come un giorno importantissimo per Volonwrite, il suo direttivo, i volontari, i collaboratori, gli amici e tutte le persone che abbiamo avuto l’occasione di incontrare, conoscere e con cui abbiamo scambiato anche solo un piccolissimo pezzetto di vita in questi quasi dieci anni di attività. In quella data, infatti, il Tribunale di Torino ha ufficialmente accettato la nostra richiesta di iscrizione al registro delle testate giornalistiche, riconoscendo l’enorme mole di lavoro fatta dall’associazione nel campo dell’informazione! Leggi tutto “Un grande traguardo per Volonwrite: siamo testata giornalistica!”

A volte ci ricascano: quando la disabilità diventa insulto

Lo scorso settembre aveva suscitato grande sconcerto, e molteplici polemiche, l’infelice (tanto per usare un eufemismo) uscita del Direttore del Fatto Quotidiano Marco Travaglio il quale, ribattendo al Senatore Gianrico Carofiglio durante la trasmissione Otto e mezzo (condotta da Lilli Gruber e in cui Travaglio è spesso ospite), lo accusava di ritenere gli elettori del Movimento Cinque Stelle dei “mongoloidi”. Qualche giorno fa anche il centrocampista della Juventus Stefano Sturaro, provocato da un utente di Instagram, ha risposto in malo modo apostrofandolo come “gomorra” e “ritardato”, scatenando reazioni indignate sugli organi di informazione e in rete da parte di associazioni e privati cittadini. Leggi tutto “A volte ci ricascano: quando la disabilità diventa insulto”

La Ledha a Belpietro: “I disabili non sono una tassa”

Lettera aperta della Ledha al direttore del quotidiano La Verità. In un articolo sull’obbligo, introdotto dal Jobs act, di assumere persone con disabilità anche per le aziende sotto i 35 dipendenti, le persone disabili sono equiparati a un nuovo balzello. “L’inclusione lavorativa è un diritto e non una forma di assistenza”. Leggi tutto “La Ledha a Belpietro: “I disabili non sono una tassa””