I 10 perché di Occhiopesto – Blind

Blind libro di Lorenzo Mattotti

di Tiziano Colombi

CONCEDI DEL TEMPO A UNA STORIA

Secondo appuntamento con i consigli di lettura. Questa settimana vi presentiamo “BLIND” di Lorenzo Mattotti edito da Logosedizioni e ve lo consigliamo perchè…

1- Perché è un libro illustrato composto da ventiquattro pagine. Tavole doppie di grande
formato. Niente parole.

2- Perché è illustrato da Lorenzo Mattotti, probabilmente, il più importante fumettista (e illustratore e regista) italiano.

3- Perché è stato pensato e creato insieme a CBM, una delle maggiori organizzazioni umanitarie Internazionali, impegnata nella prevenzione e cura della cecità e disabilità nei Paesi del Sud del mondo.

4- Perché si passa dal buio alla luce, dal nero al colore, dalla cecità alla speranza.

5- Perché è l’arte che viene salvata dalla diversità e non il contrario.

6- Perché prima dei lettori è un libro che ha aiutato, pare, il suo autore a comprendere una parte di universo.

7- Perché un libro illustrato sulla cecità è, quasi, un ossimoro. Non si dovrebbe fare. Non dovrebbe avere “senso” ma ce l’ha.

8- Perché come esergo al libro è stata scelta questa frase di Edmond Rostand “è di notte che è bello credere alla luce”.

9- Perché è bello. Non profondo, intelligente, interessante (è anche tutte queste cose) ma bello. E la bellezza è leggera.

10- Perché parte del ricavato andrà a sostenere i progetti di CBM.

Che aspettate? Correte a cercarlo!

I 10 perché di Occhiopesto – La figlia unica

la figlia unica di Guadalupe Nettel

di Tiziano Colombi

CONCEDI DEL TEMPO A UNA STORIA

I primi “10 perché” ci parlano de “LA FIGLIA UNICA”, un libro di Guadalupe Nettel edito da “La Nuova Frontiera”.

Dovreste leggerlo…

1- Perché Guadalupe Nettel, nata a Città del Messico nel 1973, è una delle più importanti scrittrici sudamericane contemporanee e conoscere la voce di un pezzo di mondo lontano, fa bene.

2- Perché “La figlia unica” potrebbe sembrare un libro sulla maternità, e lo è, ma non si limita al tema della genitorialità, alla scelta tra diventare o non diventare madre.

3- Perché le madri sono anche donne, lavoratrici, amanti, amiche, vicine di casa, cittadine, ricche e povere. In sostanza le donne – sono – e non può essere la scelta di diventare madri a circoscrivere il loro essere.

4- Perché gli altri protagonisti di questa storia sono i figli. Un ragazzino irrequieto che fatica a essere un bambino come lo vorrebbero gli adulti e una neonata cui i medici hanno diagnosticato un’insufficienza cerebrale a cui la bambina non sarebbe dovuta sopravvivere.

5- Perché la bambina sopravvive. Resiste. Se ne sta al mondo con i suoi deficit e limiti e mancanze e costringe tutti gli adulti che le stanno intorno a cambiare.

6- Perché come la maternità anche la disabilità è un tema che Nettel mette al centro del romanzo senza però regalargli la scena. E’ anch’esso un pezzo della vita dei personaggi, un pezzo importante, certo, ma pur sempre un pezzo.

7- Perché quando prova a raccontare la figura della piccola Ines e il suo irrazionale attaccamento alla vita, almeno secondo i parametri della medicina, Nettel scrive – È stranissimo non trovi? Perché qualcuno che non lo ha mai fatto dovrebbe avere voglia di vivere?

8- Perché il libro è scritto con una lingua essenziale. Più la storia che racconta si riempie di sentimenti e accadimenti complessi più la parola si asciuga, tenendo lontano la retorica e prendendosi il rischio, evitato con maestria, di diventare didascalica.

9- Perché voi lo sapete come funzionano il sistema sanitario e i servizi di cura messicani? Io non lo sapevo e non mi è dispiaciuto capirci qualcosa.

10- Perché alla fine è una storia d’amore, anzi di amor(i).

Correte a cercare questo libro!

Abbiamo toccato le stelle di Riccardo Cazzaniga: storie di campioni che hanno cambiato il mondo

di Valentina Caradonna

Lunedì 13 Maggio, al Salone Internazionale del Libro di Torino, è stato presentata l’opera di Roberto Gazzaniga  “Abbiamo toccato le stelle”. Il libro, sia per ragazzi sia per adulti, parte dall’idea di mettere insieme venti storie di campioni e campionesse che, attraverso lo sport, hanno affrontato lotte contro le discriminazioni razziali. Tutte vite che raccontano vari aspetti importanti dell’essere umano: disabilità, coraggio, amicizia, diritti delle donne, migrazioni.  Leggi tutto “Abbiamo toccato le stelle di Riccardo Cazzaniga: storie di campioni che hanno cambiato il mondo”

Le mani come mezzo di lettura e comunicazione: tra libri tattili e giochi per ‘vedere’ con le mani

di Nicol Gavioli

Al Salone Internazionale del Libro di Torino, nella giornata di giovedì 9 maggio, si sono svolti due laboratori molto istruttivi: “Libri tattili e altre storie”, organizzato e diretto dalla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino e “Tac-Too Mani in Fiaba”, a cura di Erickson e condotto da Sonia Scalco, creatrice del gioco insieme a Carlo Carzan. Leggi tutto “Le mani come mezzo di lettura e comunicazione: tra libri tattili e giochi per ‘vedere’ con le mani”

“La battaglia contro il nulla” di Andrea Bes al Salone del Libro di Torino

andrea bes libro salone torino

“La battaglia contro il nulla” è la storia di un uomo che racconta con semplicità le difficoltà quotidiane del vivere “in carrozza”: Andrea Bes ha presentato il suo primo libro durante l’evento “Dissolvenze di diversità”, organizzato dalla casa editrice Echos al Salone Internazionale del Libro di Torino. Leggi tutto ““La battaglia contro il nulla” di Andrea Bes al Salone del Libro di Torino”

Guido Nasi “Il lottatore” al Salone del Libro: “Sono diversamente handicappato e anche muto”

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di Marco Berton e Stefano Martini

“Sono diversamente handicappato e anche muto”: ha esordito così Guido Nasi alla presentazione della sua autobiografia “Il lottatore” (scritta insieme al giallista Maurizio Tallone ed edita da Golem), andata in scena durante l’ultima giornata del Salone Internazionale del Libro di Torino. Il libro racconta la sua storia prima e dopo la brutale aggressione a bottigliate avvenuta a Dublino nel 1999, più volte passata su programmi televisivi nazionali.

Come suggerisce la presentazione iniziale, testardaggine, tranquillità, caparbietà e umorismo sono le qualità che lo contraddistinguono da sempre: “Il libro – ha affermato – inizialmente doveva intitolarsi “Una vita spezzata” ma poi, trovandolo inadeguato, abbiamo optato per “Il lottatore” perché è un aspetto della mia condizione”.

Guido, che comunica attraverso un sintetizzatore vocale a tastiera, ha affermato di avere solamente alcuni ricordi dei tragici momenti che l’hanno portato su una carrozzina: “Non ricordo nulla dell’aggressione – ha dichiarato – ma solamente del mio percorso verso l’ospedale, fatto di mia spontanea volontà”. La sua tenacia l’ha spinto, dopo l’uscita dal coma, ad auto-diagnosticarsi la propria patologia: “Ho scoperto – ha aggiunto – poi da solo, studiando in rete il mio caso, di soffrire di Parkinsonismo di origine traumatica, fatto confermato dagli esami fatti successivamente a Milano”.

A descrivere, nel dettaglio, la genesi de “Il lottatore” è il co-autore Massimo Tallone, scrittore affermato di libri gialli: “Quando ho saputo – ha spiegato – che Guido stava cercando qualcuno che mettesse a posto l’enorme mole di testi scritti in questi anni non ho esitato: quello che è venuto fuori è la sua esatta radiografia fisica e morale”. Per quanto riguarda la struttura, l’elemento autobiografico risulta preponderante: “La sua vita – ha continuato Tallone – fa da scenario narrativo, descrivendo la transizione dalle facoltà normali all’essere una persona con disabilità. Nel libro sono anche inserite poesie, racconti e veri e propri consigli di tipo clinico tipo tagliare le unghie dei piedi”.

L’esempio portato da Guido al Salone, oltre ad avvicinarlo a tutti gli scrittori, l’ha portato a rielaborare positivamente la propria esperienza: “La scrittura – ha concluso Tallone – può essere un metodo di governo di quei lati più emotivi e sensibili del nostro io. Quando le situazioni drammatiche diventano parole, queste assorbono la massa emotiva e alleviando le sofferenze”.

“Faccio salti altissimi”, il nuovo libro di Iacopo Melio al Circolo dei Lettori di Torino

di Marianna Dell’Abadia

Martedì 26 marzo, al Circolo dei Lettori di Torino, Iacopo Melio ha presentato il suo libro autobiografico “Faccio salti altissimi – La mia storia oltre le barriere tra ruote bucate e amori fuori tempo”. Un libro scritto con spontaneità, sulla propria vita e sulle proprie battaglie, non solo legate alla disabilità: “Da anni ho un blog – ha dichiarato – dove scrivo le mie riflessioni a follower e curiosi: questo libro è l’ennesimo tentativo di mettersi in gioco attraverso le parole e combattere. Di disabilità si parla, in modo triste e compassionevole quando, in realtà, è una cosa “naturale” che rientra nella quotidianità, tra le altre leggerezze e pesantezze della vita”.

Pur ritenendosi una persona banale e molto ironica, Iacopo porta avanti il suo attivismo con la Onlus Vorreiprendereiltreno per sentirsi parte dell’ingranaggio che ridistribuisce la giustizia abbattendo stereotipi e pregiudizi: “Il motivo – ha proseguito – per cui #Vorreiprendereiltreno è banale: vorrei anch’io innamorarmi su un vagone, guardare fuori dal finestrino durante la pioggia come in un film romantico. Se togliessimo le barriere che noi stessi abbiamo costruito la disabilità sparirebbe, mentre spesso tendiamo a confonderla con la malattia: una malattia si affronta, ma ognuno di noi è disabile se messo nelle condizioni di non riuscire ad agire; quelle di “disabile” e “normale” sono solo etichette da superare”.

Il lavoro svolto come attivista, giornalista e comunicatore ha dato una spinta ad investire in visioni e opinioni diverse, allargare la propria percezione e includere sempre maggiori parti della società, disabili e non. Per questo, poche settimane fa, Melio è stato nominato “Cavaliere dell’Ordine al Merito” dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella per “l’appassionato contributo alla causa dell’abbattimento delle barriere architettoniche e degli stereotipi culturali”: “Mattarella ha dimostrato – ha ricordato – di riconoscere le persone che lottano quotidianamente per le loro istanze: in un periodo storico in cui essere “disabile” ti preclude l’impegno politico (“Hai ben altri problemi!”) è un grande riconoscimento.”

Nel libro emerge, oltre a un dovere sociale, l’esigenza di impegnarsi in una causa e sentirsi efficaci, di far parte del cambiamento: “La politica – ha concluso – non è una vera e propria passione ma è consapevolezza di sentirsi parte della società, qualcosa da abbracciare se si vuole essere attivi e lottare contro ciò che deve essere cambiato. Fare un viaggio, giocare con i propri fratellini, vedere gli amici, lavorare sono cose che chiunque di noi dovrebbe poter fare, a prescindere dal numero di ruote con cui saltare.”

È uscito “Vietato dire non ce la faccio”, primo libro di Nicole Orlando

Vietato dire non ce la faccio dovrebbe essere un monito per tutti gli sportivi. Parlando di persone con disabilità, questa frase assume un significato e un valore ancora più importante. Da qualche giorno, è diventato anche il titolo della prima fatica letteraria di Nicole Orlando (scritta con Alessia Cruciani), atleta con sindrome di Down salita alla ribalta delle cronache qualche mese fa dopo aver conquistato quattro medaglie d’oro e una d’argento nell’atletica ai Campionati IAADS in Sud Africa (e di cui avevamo parlato qui). Leggi tutto “È uscito “Vietato dire non ce la faccio”, primo libro di Nicole Orlando”