Associazione Volonwrite

Comunicazione Sociale sulla Disabilità

In questi giorni, sulle pagine cartacee e online dei quotidiani torinesi, hanno suscitato particolare interesse due notizie riguardanti la disabilità: la caduta in strada dell’ex atleta paralimpica Patrizia Saccà e la “forzata” permanenza in casa di Maria Naum a causa di un ascensore rotto.

Nel primo caso, la medaglia di bronzo ai Giochi di Barcellona ’92 ha subito l’incidente a causa dell’asfalto irregolare a pochi metri da casa, in via Fatebenefratelli (quartiere Mirafiori Nord): “Una delle ruote anteriori della carrozzina – ha raccontato – si è incastrata in una piccola buca facendomi ribaltare in avanti. La situazione qui è pessima ma anche in centro non siamo messi meglio: spostarsi in alcune aree come piazza Vittorio, infatti, per una persona con disabilità diventa un vero e proprio incubo”. I danni della disavventura vissuta da Saccà si possono chiaramente notare dall’occhio viola conseguenza dell’impatto con la strada.

Non molto più distante, nel quartiere Mirafiori Sud, è invece un ascensore a mettere in difficoltà un’altra persona: si tratta di Maria Naum che, a causa di un ascensore fuori servizio con tanto di cartello “Fermo per lavori di manutenzione straordinaria”, è costretta a una permanenza forzata in casa addirittura dallo scorso 20 gennaio: “Essendo in carrozzina – ha spiegato – non posso scendere le scale senza l’aiuto di qualcuno: in questo periodo, per fortuna, sto lavorando da casa ma non posso muovermi in libertà come vorrei. Ho sollecitato l’amministratore ma al momento sono rimasta inascoltata”.

Questi sono soltanto due tra gli esempi più recenti che ci dimostrano quanto si debba ancora fare molto – anche e soprattutto a Torino – per la mobilità delle persone con disabilità: barriere architettoniche pubbliche e private limitano ancora l’autonomia e la libertà di troppi.

 

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