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Giovani con disabilità protagonistə: Keep Driven promuove autonomia e partecipazione

Data di pubblicazione 24 Luglio 2026
Tempo di lettura Lettura 5 minuti

La voce delle persone con disabilità diventa protagonista: giovani di Italia, Francia e Lettonia hanno presentato alle istituzioni europee un Position Paper, accompagnato da un Manifesto e una campagna di comunicazione, nel contesto del progetto europeo Keep Driven, dedicato alla promozione della vita indipendente e dell’autodeterminazione.

«Siamo titolarə di diritti, non oggettə di cura. Abbiamo il diritto di pensare e parlare per noi stessə», dichiarano gli/le autrici/i del Position Paper, sottolineando come la disabilità non debba mai essere oggetto di interpretazioni altrui o strumenti di spettacolo.

La campagna “My Time Is Not Mine”

La campagna di comunicazione My Time Is Not Mine è stata presentata il 13 luglio a Milano e si concentra sul diritto dei giovani con disabilità a decidere del proprio tempo. Il progetto rivendica servizi di supporto personalizzati, trasporti accessibili, opportunità flessibili di studio e lavoro, e il pieno esercizio della partecipazione alle decisioni che riguardano la propria vita.

L’elemento chiave: il diritto di spostarsi liberamente e vivere spazi pubblici senza ostacoli, una richiesta che riflette non solo esigenze di mobilità fisica, ma anche il desiderio di autonomia sociale e culturale. La campagna racconta le esperienze di chi non può pianificare liberamente il proprio tempo o deve misurare ogni gesto anche durante momenti di svago.

Un percorso europeo di formazione e confronto

Il progetto Keep Driven è finanziato dal programma Erasmus+ e coordinato da CBM Italia, con il supporto della LEDHA (Lega per i Diritti delle Persone con Disabilità, Lombardia). I partecipanti hanno preso parte a:

  • Visite di studio nei tre Paesi coinvolti, Italia, Francia e Lettonia;
  • Tre giorni di formazione a Milano su advocacy, diritti e comunicazione inclusiva;
  • Dialogo e confronto diretto a Bruxelles, dove i gruppi nazionali hanno discusso le priorità, scegliendo il tema della vita indipendente come centrale e condiviso.

Il percorso ha permesso ai/le giovani di passare da destinatari/e a protagonisti/e, sviluppando competenze di advocacy e politiche inclusive.

«È stata la prima volta che mi sono trovata nei panni di chi scrive un documento politico, non di chi lo riceve – racconta Alessia Degan, 25 anni -. Sentire di avere un’influenza concreta dà speranza anche se il cambiamento non è immediato».

Le storie che parlano di quotidiano e inclusione

Marco Bosaglia sottolinea la somiglianza dei problemi tra Paesi diversi, osservando come le scuole speciali in Lettonia evidenzino ancora differenze nell’inclusione educativa. Gloria De Santis evidenzia invece come la partecipazione a un progetto concreto abbia trasformato l’esperienza personale in azioni utili alla comunità.

Il Position Paper e il Manifesto invitano le istituzioni europee a riconoscere e rispettare:

  • Il diritto a decidere del proprio tempo;
  • Servizi personalizzati che si adattino alle esigenze individuali;
  • Accesso equo agli spazi pubblici e trasporti;
  • Ascolto attivo delle persone con disabilità nelle decisioni politiche e sociali.

Un movimento che va oltre i confini

Keep Driven non è solo una campagna simbolica: è un esempio di pratica partecipativa europea, dove i/le giovani con disabilità si confrontano, producono materiali concreti e portano la loro voce ai decisori. Il progetto rafforza il concetto di “niente su di noi senza di noi”, sottolineando l’importanza della rappresentanza reale nelle politiche di vita indipendente.

Alcuni dati aggiuntivi e contesto:

  • Secondo l’EDF (European Disability Forum), solo il 10% delle politiche europee per la disabilità vengono co-progettate con le persone direttamente interessate;
  • La mancanza di autonomia e di controllo sul proprio tempo incide negativamente sul benessere psicologico e sociale dei/delle giovani con disabilità, aumentando il rischio di isolamento e discriminazione;
  • In Italia, solo il 2% delle città ha una pianificazione urbana realmente accessibile, sottolineando l’urgenza di azioni concrete e partecipate a livello locale ed europeo .

Guardare avanti: il potere della comunicazione

Il Manifesto e la campagna “My Time Is Not Mine” rappresentano strumenti di advocacy concreta, con cui i/le giovani comunicano:

  • Che la vita indipendente non è un lusso, ma un diritto;
  • Che le politiche pubbliche devono essere progettate con chi vive le disabilità;
  • Che il protagonismo diretto dei/delle giovani è fondamentale per trasformare le leggi in pratiche quotidiane.

«Lavorare su un Position Paper insieme ad altri ragazzi con disabilità mi ha fatto riflettere su meccanismi che altrimenti non avrei conosciuto», conclude Gloria De Santis, evidenziando l’importanza di trasformare la propria esperienza personale in impatto politico e sociale.

 

“Siamo titolarə di diritti, non oggettə di cura. Siamo esperti della nostra vita”: questo messaggio chiude il Position Paper, ma apre anche una sfida alle istituzioni, alle comunità e alla società intera. Dare voce a chi vive la disabilità significa realizzare inclusione reale, promuovere autonomia e rompere finalmente i pregiudizi ancora radicati.

Il progetto Keep Driven dimostra che cambiare le regole senza cambiare la voce di chi ne è protagonista non basta: per un’Europa veramente inclusiva, bisogna ascoltare, dare strumenti e rispettare l’autonomia di tuttə.

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