La casa non è mai stata solo un luogo fisico. A volte è rifugio, altre prigione invisibile. È proprio questo doppio volto dell’abitare che sabato 20 giugno sarà al centro del terzo giorno del Risvolte Festival, al Dorado Torino. La giornata mette in dialogo femminismi di generazioni diverse per riflettere su come i contesti domestici, i legami e le pratiche di cura possano trasformarsi in strumenti di resistenza, solidarietà e immaginazione condivisa.
Tra laboratori partecipativi, tavole rotonde e installazioni artistiche, il festival invita a interrogarsi su cosa significhi oggi abitare spazi sicuri e dissidenti, costruire relazioni autentiche e ripensare la quotidianità come atto politico.
Abitare ieri e oggi: lo spazio domestico tra oppressione e cura
Tradizionalmente, il contesto domestico è stato un luogo di controllo e restrizione. La casa, che dovrebbe rappresentare protezione e sicurezza, si è spesso rivelata uno spazio dove la vulnerabilità viene nascosta, invisibilizzata e normalizzata come “privata”.
Il femminismo e il movimento queer hanno trasformato questa prospettiva, rivendicando la casa come luogo di cura radicale, solidarietà e alleanze. Dalle case delle donne degli anni Settanta alle famiglie di elezione, abitare insieme diventa un gesto politico: un modo per immaginare nuove forme di intimità, mutualità e dissidenza.
Parlare di abitare come verbo significa mettere in luce la dimensione agente della lotta femminista. Non si tratta solo di spazi fisici, ma di pratiche, relazioni e norme sociali che definiscono chi può sentirsi sicuro e chi no. La terza giornata invita a riflettere su come i ruoli legati alla cura e alla convivenza siano mutati nel tempo e come continuino a essere plasmati dai contesti sociali, culturali e politici.
Il Cantiere Corale: dialogo e costruzione collettiva
Dalle 15:00 alle 16:30, il Cantiere Corale fungerà da cuore partecipativo del festival.
- Tavola rotonda facilitata da Alice Pescara (psicologa e psicoterapeuta di Associazione Verba, esperta di disabilità e violenza minorile)
- Interventi di Barbara Centrone (aka barbiequeer) e Casa delle Donne Torino
In questo spazio aperto, esperte, attivistə e partecipanti dialogheranno su cosa significhi creare e abitare spazi sicuri, accoglienti e dissidenti. Si discuterà di accessibilità, interdipendenza, cura radicale e costruzione di ambienti in grado di ospitare corpi, bisogni e temporalità differenti.
Il cantiere corale non è un dibattito teorico: è una pratica collettiva, in cui il pubblico partecipa attivamente al processo di creazione, portando la propria esperienza e le proprie domande.
From Me to You: tessere spazi simbolici
Dalle 16:30 alle 19:00, l’installazione From Me to You a cura di Laura Guastini e Olga Sos trasforma il Dorado in uno spazio di costruzione condivisa.
- Lenzuola donate e tessuti recuperati diventano pareti mobili, uno spazio da abitare e trasformare insieme
- Il pubblico è invitato a contribuire con un intervento di ricamo sovversivo, creando piccole “tasche di tessuto” simboliche che custodiscono emozioni, riflessioni e pratiche di cura
L’opera esplora il concetto di abitare come dimensione collettiva, in continua ridefinizione, mostrando come la materialità e la manualità possano diventare strumenti di resistenza e immaginazione condivisa.
Laboratori esperienziali e pratiche alternative
In parallelo all’installazione, tre laboratori permetteranno di approfondire diversi aspetti dell’abitare:
- La mia vita è le mie mani con Suad Omarsheik (Donne Africa Subsahariana): laboratorio relazionale su narrazioni e esperienze corporee
- Rifugi a cura di MartArticolata: micro autocostruzione e progettazione di spazi di cura
- Per un abitare eccentrico con Qu.ouir: cerchio di autocoscienza e condivisione delle esperienze
Tutte le attività offrono strumenti concreti per interrogarsi sul concetto di abitare come pratica politica, sociale e personale.
Abitare anche attraverso la performance e la musica
La serata prosegue con momenti performativi e musicali, che trasformano lo spazio in un luogo di festa e dissenso:
- Scappate di casa: monologo teatrale di Brixhilda Shqalsi
- Fuoritempo: DJ set di Lucy Fero666 e Crisimetropolitana, con irruzione drag di Tony Mavero Drag King, Belin Dion e Sir Valex Cox
- Installazioni sonore e visuali completano l’esperienza, sottolineando come l’arte e la cultura siano strumenti per abitare il mondo in modi diversi e sovversivi
Perché partecipare
La terza giornata di Risvolte invita a abitare la città, i tessuti, i corpi e le relazioni. È un’occasione per mettere in dialogo femminismi di ieri e di oggi, trasformare la teoria in pratica e costruire spazi di cura collettiva.
Partecipare significa non solo assistere, ma contribuire: scrivere, cucire, creare, ascoltare e condividere. È un invito a immaginare forme di convivenza, intimità e appartenenza radicalmente diverse da quelle a cui siamo abituati.
20 giugno 2026
Dorado Torino
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