Martedì 8 luglio 2026, dalle 12:00 alle 13:00, il Centro Traumatologico Ortopedico (CTO) di Torino ospita Liberamondo – Il futuro è possibile, un evento nazionale dedicato alla promozione dei diritti, dell’autonomia e dell’inclusione delle persone con disabilità. Organizzato sulla scia di ExpoAid, punto di riferimento per associazioni, istituzioni e realtà del Terzo settore che lavorano sui temi della disabilità, Liberamondo si propone come spazio di confronto, testimonianze e proposte per costruire una società più giusta e libera per tutte e tutti.
Una piattaforma di dialogo sui diritti e le autonomie
L’evento si svolge nella Sala Paralimpica del CTO, in via Zuretti 29, e affronta alcune delle principali tematiche che riguardano le persone con disabilità e i loro progetti di vita: lavoro e inclusione, autonomia personale, vita indipendente, sport e salute, malattie rare e percorsi di progetto di vita. Questi assi tematici non sono semplici parole chiave, ma ambiti di vita quotidiana che incidono profondamente sulla possibilità di partecipare pienamente alla società.
La scelta dei temi riflette la volontà degli organizzatori e delle organizzatrici di andare oltre la narrazione dominante — spesso limitata alle barriere architettoniche o alle singole emergenze — e sollevare questioni strutturali legate all’accesso al lavoro, alla libertà di scelta e alla costruzione di percorsi di vita significativi.
In collegamento con ExpoAid: una rete nazionale per l’inclusione
Liberamondo si inserisce nel solco tracciato da ExpoAid 2026 “Io, persona di valore”, che si è tenuto a fine giugno a Rimini e ha riunito associazioni, professionisti, istituzioni e persone con disabilità per riflettere sulle sfide e sulle potenzialità dell’inclusione. ExpoAid è nato come evento nazionale dedicato alle persone con disabilità e alle loro comunità di riferimento, con l’obiettivo di favorire il dialogo, condividere progetti innovativi e promuovere un cambio culturale profondo nel modo in cui la società percepisce e valorizza ogni cittadina e cittadino.
La presenza della ministra per le Disabilità Alessandra Locatelli, anche in videoconferenza, indica l’importanza istituzionale attribuita a iniziative come Liberamondo, che non si limitano a sensibilizzare, ma intendono contribuire al disegno di politiche più efficaci e coerenti sui diritti umani e sociali.
I pilastri dell’incontro: persone, autonomie, relazioni
Il titolo dell’evento — Liberamondo: persone, autonomie, relazioni — sintetizza la visione che lo sostiene: una società in cui tutte e tutti possano essere protagoniste e protagonisti della propria vita, con pari dignità e possibilità di scelta.
Lavoro significa qui opportunità reali di occupazione, basate su competenze e dignità, non su obblighi assistenziali.
Autonomia è la possibilità di decidere del proprio tempo, dei propri progetti e delle proprie relazioni.
Vita indipendente è il diritto di scegliere il proprio futuro senza vincoli economici o assistenziali.
Sport non è solo attività fisica, ma inclusione, salute e partecipazione sociale.
Malattie rare richiamano l’ascolto, la ricerca e i diritti delle persone e delle loro famiglie.
Infine, progetto di vita mette al centro la persona, con i suoi desideri, competenze e aspirazioni.
Perché Liberamondo è importante
In Italia si stima che quasi 3 milioni di persone con disabilità vivano esperienze complesse di esclusione, discontinuità nei servizi o difficoltà di accesso a tutele efficaci. Eventi come Liberamondo non servono solo a raccontare queste storie, ma a creare connessioni, dare visibilità alle soluzioni che funzionano, e mettere al centro delle decisioni le persone stesse — le protagoniste delle loro vite, non meri oggetti di assistenza.
La partecipazione all’incontro è gratuita e aperta a persone con disabilità, famiglie, associazioni, cittadine e cittadini interessati a contribuire al cambiamento sociale. Al termine dell’evento è previsto un momento di incontro e rinfresco per favorire lo scambio informale tra le persone presenti.
Liberamondo non è solo un evento. È parte di un movimento più ampio che mette al centro diritti, dignità e partecipazione delle persone con disabilità. In un contesto in cui storie, buone pratiche e proposte istituzionali si intrecciano, iniziative come questa costruiscono spazi di parola, ascolto e progettazione collettiva. Il futuro diventa possibile non perché teorico, ma perché costruito insieme, a partire dalle esigenze reali di chi vive ogni giorno la disabilità come esperienza di vita concreta.