Manca davvero pochissimo all’avvio del Trofeo della Mole 2.0, uno degli appuntamenti più rilevanti del calendario internazionale di tennis in carrozzina. Dal 22 al 26 luglio 2026 i campi del Circolo della Stampa – Sporting di Torino torneranno a ospitare atlete e atleti da tutto il mondo per una competizione che non è solo sport, ma anche simbolo di visibilità, professionismo e lotta alle barriere sociali e culturali.
Il torneo, giunto alla diciottesima edizione, è dedicato alla memoria di Mariella Echampe, figura storica nel movimento del wheelchair tennis italiano, e si colloca all’interno del Uniqlo Wheelchair Tennis Tour come evento ITF 100, uno dei livelli più prestigiosi del circuito promozionale e internazionale che sostiene lo sviluppo del tennis per persone con disabilità.
Una vetrina internazionale con 17 nazioni in campo
Con 52 atlete e atleti provenienti da 17 nazioni, il Trofeo della Mole 2.0 si conferma non solo come una tappa agonistica di alto livello, ma anche come una piattaforma internazionale in cui chi gioca con sedia a rotelle può competere, crescere e misurarsi con rivali di calibro mondiale.
Le categorie in programma – Open, Femminile e Quad – prevedono sia partite in singolare sia in doppio, con tabelloni di consolazione pensati per aumentare il numero delle sfide e far vivere a tutte e tutti la massima esperienza di gioco possibile. Il montepremi totale è di 14mila euro, segno tangibile di un torneo che continua a crescere in termini di importanza e di riconoscimento.
Questo livello di competizione non è casuale: il wheelchair tennis è una disciplina riconosciuta a livello mondiale e parte di un circuito che include oltre 150 eventi in più di 40 Paesi, offrendo opportunità di carriera e di crescita professionale alle persone con disabilità che scelgono lo sport come vocazione.
Inclusione oltre il campo: Torino come laboratorio culturale
Il Trofeo della Mole 2.0 non rimane confinato ai campi da tennis. Grazie alla collaborazione con Turismo Torino e Provincia, l’edizione 2026 propone un elemento particolarmente innovativo: visite guidate nella città per atlete e atleti internazionali il 25 luglio, pensate per promuovere la cultura e il patrimonio storico di Torino insieme alle competizioni sportive.
È un segnale importante: lo sport non solo come performance fisica, ma come strumento di apertura verso la comunità e di scambio culturale. In un tempo storico in cui troppo spesso la disabilità viene confusa con deficit anziché con identità piena e soggettiva, iniziative come questa mettono in luce che l’accessibilità non riguarda solo i campi o le strutture, ma anche la possibilità di essere cittadini e cittadine protagoniste di esperienze culturali a 360 gradi.
Il racconto di una disciplina che cresce
Il tennis in carrozzina ha alle spalle una storia di progressiva crescita e riconoscimento. Nato negli anni ’70 negli Stati Uniti e introdotto in Italia a partire dagli anni ’80, il wheelchair tennis è oggi parte integrante del circuito mondiale ITF (oggi UNIQLO Wheelchair Tennis Tour), un sistema competitivo organizzato e rispettato che offre a persone con disabilità la possibilità di competere ai massimi livelli, includendo categorie maschili, femminili e quad – questa ultima aperta anche a chi utilizza carrozzine motorizzate per spostarsi.
In questo contesto, eventi come il Trofeo della Mole 2.0 non sono semplici manifestazioni sportive locali: sono tappe essenziali di un percorso internazionale di crescita, che costruiscono visibilità, sostegno e opportunità per giocatrici e giocatori emergenti e consolidati.
Valori in campo: inclusione, competizione e modelli di riferimento
Per l’assessore comunale Domenico Carretta, presente alla presentazione ufficiale della manifestazione, il torneo rappresenta “una celebrazione dei valori più autentici dello sport: l’inclusione, la determinazione e il superamento di ogni barriera”. In un’epoca in cui la parola “inclusione” viene spesso usata come slogan, il Trofeo della Mole 2.0 la traduce in azioni concrete e visibili, mettendo in relazione comunità, istituzioni, associazioni sportive e persone con disabilità.
L’ingresso libero a tutte le partite è un altro segnale simbolico di apertura: chiunque, indipendentemente da reddito, abilità fisica o esperienza sportiva, può venire a vedere da vicino atlete e atleti che competono e conquistano punti nel ranking internazionale. È un modo per sensibilizzare cittadine e cittadini, mostrando che lo sport paralimpico non è un “diverso sottoinsieme” ma parte integrante del panorama sportivo globale.
Sfida e prospettive per il futuro
L’evento non è fine a sé stesso: rappresenta una rampa di lancio per future generazioni, un contesto dove giovani con disabilità possono vedere con i propri occhi cosa significa competere, cosa significa essere atleti internazionali e cosa significa avere riconoscimento professionale in uno sport di alto livello. Questo aspetto è cruciale, perché la visibilità genera modelli, e modelli generano possibilità.
Allo stesso tempo, il torneo mette in evidenza quanto ancora manchi per un riconoscimento più ampio e per la piena integrazione dello sport paralimpico nei media mainstream. In un Paese in cui ancora troppo spesso si parla di disabilità come limite, eventi come il Trofeo della Mole 2.0 ribaltano la narrazione mostrando è possibile competere, eccellere e rappresentare.
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