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Rifiorire 3.0 è stato un evento che si è svolto il 25 novembre a Torino.
L’obiettivo era capire meglio la violenza e riconoscere i segnali di pericolo, soprattutto quando riguardano persone con disabilità.
L’evento è stato organizzato dal Servizio Passepartout del Comune di Torino e dall’Associazione Verba, insieme a molte altre associazioni e università.
Cosa è successo durante la giornata
Ci sono stati cinque laboratori, aperti a tutte le persone.
Ogni laboratorio ha usato un modo diverso per parlare di violenza e di emozioni:
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Caviardage: si è lavorato su testi e immagini. Le persone hanno cancellato alcune parole e ne hanno lasciate altre, creando frasi nuove per esprimere come si sentono.
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Attività espressive: le persone hanno disegnato qualcosa che le fa sentire felici. Questo ha aiutato a parlare di emozioni in modo semplice.
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Oreficeria: è stato creato un piccolo gioiello a forma di fiore. È diventato un simbolo di forza personale.
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Fumetto: si è costruita una storia a fumetti su situazioni di paura e pericolo che molte donne vivono, come tornare a casa da sole.
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Risveglio energetico: con movimenti lenti e respirazione si è lavorato sul corpo, per riconoscere tensioni, stress e segnali di allarme.
L’Open Mic
Alla fine della giornata c’è stato un Open Mic, un momento in cui le persone hanno potuto parlare liberamente davanti al pubblico.
Sono stati letti testi, poesie, lettere e racconti personali.
Molti interventi hanno parlato di violenza, disabilità, difficoltà nel chiedere aiuto e importanza dell’ascolto.
Le testimonianze sono state molto forti e hanno mostrato che non si è soli: altre persone vivono situazioni simili e condividere la propria storia può aiutare.
Perché l’evento è stato importante
Rifiorire 3.0 ha dimostrato che:
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È possibile parlare di violenza in modo semplice e chiaro.
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Le persone con disabilità devono avere spazi accessibili per raccontare cosa vivono.
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Con laboratori e attività creative si possono capire meglio le Red Flag, cioè i segnali che indicano una situazione pericolosa.
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La comunità può diventare più forte se ascolta, parla e riconosce i problemi insieme.
Conclusione
Rifiorire 3.0 non è stato solo un evento, ma una giornata di condivisione e sostegno.
Torino ha mostrato che, unendo le forze, si può riconoscere la violenza più in fretta e proteggere chi ne ha bisogno.
E insieme, ancora una volta, si è rifiorito.
