Vai al contenuto

Carta europea della disabilità 2026: cosa cambia per viaggi e parcheggi

Data di pubblicazione 25 Agosto 2026
Tempo di lettura Lettura 8 minuti

Viaggiare in Europa per le persone con disabilità potrebbe diventare più semplice, con meno documenti da presentare e un riconoscimento più uniforme delle proprie condizioni. Il 4 agosto 2026 il Consiglio dei ministri ha infatti approvato lo schema di decreto legislativo con cui l’Italia recepisce la direttiva UE 2024/2841, che introduce un sistema comune per la Carta europea della disabilità e per il contrassegno europeo di parcheggio.

Si tratta però, al momento, di un primo via libera: il provvedimento dovrà completare il proprio iter prima di diventare definitivo. L’obiettivo della nuova disciplina è favorire la libera circolazione delle persone con disabilità nei Paesi dell’Unione, garantendo durante i soggiorni di breve durata un accesso più uniforme alle agevolazioni e ai servizi riservati alle persone con disabilità.

Italia prima in Europa a recepire la direttiva

La direttiva europea 2024/2841 è stata approvata dal Parlamento europeo e dal Consiglio il 23 ottobre 2024 ed è stata pubblicata sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione europea il 14 novembre dello stesso anno. Il suo scopo è creare due strumenti europei comuni: la European Disability Card e la European Parking Card.

Con il via libera del 4 agosto, l’Italia è diventata, secondo il Ministero per le Disabilità, il primo Paese dell’Unione europea a recepire la direttiva. La ministra per le Disabilità Alessandra Locatelli ha sottolineato come la misura rappresenti un’evoluzione del progetto pilota EU Disability Card, al quale l’Italia aveva aderito già nel 2020.

L’obiettivo è particolarmente rilevante per chi si sposta all’estero: oggi le certificazioni nazionali possono infatti non essere immediatamente riconosciute in un altro Paese. Con il nuovo sistema, invece, la condizione di disabilità sarà attestata attraverso documenti basati su modelli comuni europei, facilitando il riconoscimento reciproco.

Che cos’è la nuova Carta europea della disabilità

La Carta europea della disabilità (CED) è pensata come uno strumento per dimostrare la propria condizione di disabilità quando ci si trova in un altro Stato membro per un soggiorno breve.

Non si tratta di una nuova certificazione medica e non sostituisce i documenti di identità: anche l’attuale Carta italiana, infatti, è una carta valore che attesta una condizione già certificata dalle autorità competenti e deve essere utilizzata insieme a un documento di riconoscimento.

La nuova versione europea dovrebbe permettere di accedere, alle stesse condizioni previste per le persone con disabilità residenti nel Paese visitato, alle eventuali agevolazioni e condizioni preferenziali previste da enti pubblici e operatori privati.

Tra gli ambiti interessati dalla direttiva rientrano, ad esempio, i trasporti, le attività culturali e ricreative e altri serviziper i quali vengono previste condizioni speciali o trattamenti preferenziali. Le agevolazioni concrete continueranno però a dipendere dalle regole e dai servizi previsti nel singolo Stato.

Questo significa che la Carta non crea automaticamente uno sconto identico in tutti i 27 Paesi UE: serve piuttosto a garantire che, quando uno Stato o un operatore offre determinate agevolazioni alle persone con disabilità, queste possano essere riconosciute anche ai titolari della Carta europea durante un soggiorno breve.

La Carta sarà fisica e digitale

Uno degli aspetti sui quali punta maggiormente la nuova disciplina è la digitalizzazione.

La Carta europea avrà una versione fisica standardizzata, dotata di elementi destinati a contrastare le falsificazioni, tra cui un codice QR. La direttiva prevede inoltre lo sviluppo di strumenti digitali che permettano di utilizzare la Carta anche attraverso soluzioni tecnologiche comuni a livello europeo.

In Italia il progetto prevede anche la possibilità di richiedere la Carta attraverso App IO, oltre allo sviluppo di un portale attraverso il quale consultare direttamente da smartphone le agevolazioni disponibili. È inoltre prevista la realizzazione di infrastrutture che consentano di utilizzare la Carta anche da remoto, ad esempio nell’ambito dei servizi di commercio elettronico.

Va però fatta una distinzione importante: la versione digitale oggi disponibile su App IO ha ancora un valore limitato al territorio italiano. Per utilizzare l’attuale Carta italiana nell’ambito delle agevolazioni previste negli altri Paesi aderenti al progetto è necessario esibire la versione fisica.

Chi potrà avere la Carta europea della disabilità

Il decreto italiano dovrà aggiornare anche la platea dei beneficiari, in linea con la riforma della disabilità introdotta dal decreto legislativo 62/2024.

Una delle novità indicate dal Ministero riguarda in particolare la CED con la lettera A, che segnala la necessità di un accompagnatore o di un maggiore sostegno. Secondo quanto comunicato dal Ministero, questa versione sarà rilasciata a tutti coloro che possiedono una certificazione ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della legge 104/1992.

La disciplina attualmente applicata in Italia comprende già diverse categorie, tra cui invalidi civili, ciechi e sordi civili, persone con certificazione ai sensi della legge 104/1992 e alcune categorie di invalidi sul lavoro e di inabili.

Il nuovo contrassegno europeo per il parcheggio

Accanto alla Disability Card arriva il contrassegno europeo di parcheggio per le persone con disabilità, destinato a uniformare il sistema utilizzato per accedere agli spazi e alle condizioni di sosta riservati.

La direttiva stabilisce che i contrassegni europei rilasciati dagli Stati membri siano riconosciuti reciprocamente in tutta l’Unione europea. Durante un soggiorno in un altro Stato membro, quindi, il titolare deve poter accedere alle condizioni e alle strutture di parcheggio riservate alle persone con disabilità alle stesse condizioni previste per i titolari di contrassegni rilasciati da quello Stato.

Il sistema riguarda non soltanto gli stalli riservati, ma può comprendere, a seconda delle regole del Paese visitato, anche altre condizioni di parcheggio agevolato o l’accesso a determinate aree soggette a restrizioni alla circolazione.

Contrassegno valido dieci anni e rinnovo automatico

Tra le novità più concrete previste dal provvedimento italiano c’è l’allungamento della validità del contrassegno, che dovrebbe passare dagli attuali cinque a dieci anni.

Per le persone che possiedono una certificazione sine die, cioè senza una scadenza, è inoltre previsto il rinnovo automatico alla scadenza dei dieci anni. In questo modo si punta a eliminare la necessità di ripresentare periodicamente documentazione medica quando la condizione è già certificata come permanente.

È una modifica che punta soprattutto alla semplificazione: meno richieste da presentare, meno documentazione da produrre e meno passaggi amministrativi per chi non ha una variazione nella propria condizione.

Il contrassegno sarà richiesto online e arriverà a casa

Un’altra novità riguarda la procedura di rilascio.

Il progetto prevede una nuova piattaforma digitale attraverso la quale presentare la richiesta del contrassegno. Una volta prodotto e stampato dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, il documento sarà inviato direttamente al domicilio del richiedente. Per chi utilizzerà la piattaforma è prevista la totale gratuità del rilascio.

Il contrassegno sarà inoltre considerato una carta valore, con caratteristiche di sicurezza pensate per contrastare le falsificazioni.

Quanto costeranno la Carta e il contrassegno?

Uno degli elementi più interessanti è che il progetto italiano prevede il rilascio gratuito dei due documenti.

Per il contrassegno europeo, la direttiva lascia in linea generale agli Stati membri la possibilità di prevedere un eventuale costo, purché non superi le spese amministrative e non rappresenti un ostacolo per le persone con disabilità. L’Italia ha invece previsto la gratuità attraverso il nuovo sistema di rilascio.

Cosa cambia quando si viaggia negli altri Paesi UE

La novità più importante riguarda proprio la mobilità.

Una persona con disabilità che viaggia in un altro Paese dell’Unione potrà utilizzare la Carta europea per accedere, durante un soggiorno breve, alle condizioni speciali e ai trattamenti preferenziali riconosciuti alle persone con disabilità nello Stato visitato. Lo stesso principio vale per il contrassegno europeo relativamente alle condizioni di parcheggio.

La direttiva prevede inoltre che, quando l’agevolazione comprende condizioni favorevoli per un accompagnatore, un assistente personale o un animale di assistenza, queste possano essere riconosciute anche alle persone che accompagnano o assistono il titolare della Carta.

È importante, tuttavia, non confondere riconoscimento della condizione di disabilità con un diritto automatico a tutte le agevolazioni. Ogni Paese continuerà a stabilire quali servizi offrire e a quali condizioni: la Carta serve a rendere possibile il riconoscimento reciproco e l’accesso alle agevolazioni previste, non a creare un unico sistema europeo di prestazioni.

Quando entreranno realmente in vigore le nuove regole?

Questo è uno dei punti più importanti da chiarire.

Il via libera del 4 agosto 2026 riguarda lo schema di decreto legislativo, quindi l’iter italiano non è ancora concluso. Il provvedimento dovrà arrivare all’approvazione definitiva prima di poter produrre tutti gli effetti previsti.

A livello europeo, la direttiva stabilisce che gli Stati membri debbano recepirla entro il 5 giugno 2027. Le nuove disposizioni dovranno invece essere applicate a partire dal 5 giugno 2028.

Per il momento, quindi, non bisogna considerare già operativo il nuovo sistema europeo nella sua forma definitiva. L’approvazione del 4 agosto rappresenta un passaggio importante verso la sua introduzione, ma saranno necessari ulteriori provvedimenti e tempi tecnici per completare l’attuazione.

Un passo verso una mobilità europea più accessibile

La nuova Carta europea della disabilità e il contrassegno europeo di parcheggio nascono con un obiettivo preciso: rendere più semplice la vita delle persone con disabilità che attraversano i confini dell’Unione.

Per chi viaggia, studia, lavora o partecipa a eventi culturali e attività ricreative in un altro Paese europeo, poter dimostrare la propria condizione attraverso un documento riconosciuto secondo standard comuni può significare meno burocrazia e meno incertezze.

L’Italia, con il via libera del Consiglio dei ministri del 4 agosto, ha compiuto il primo passo verso questo nuovo sistema. Ora resta da completare l’iter nazionale e attendere l’applicazione effettiva delle nuove regole europee, prevista dal 5 giugno 2028.

Ritrova tutti gli articoli!

Seguici anche sui nostri social Facebook e Instagram!

Condividi:
Articoli correlati

Altri articoli che potrebbero interessarti