Dal 17 al 22 settembre Torino partecipa alla Settimana Europea della Mobilità 2026 con un programma di incontri, visite e confronti dedicati a un tema che riguarda molto più dei trasporti: il diritto di ogni persona a muoversi e vivere la città. L’edizione di quest’anno della European Mobility Week sceglie infatti come tema “Mobilità per tutti”, mettendo al centro sistemi di trasporto accessibili, sicuri e inclusivi, indipendentemente dal reddito, dal luogo in cui si vive, dal genere o dalle capacità individuali.
A Torino, dal 17 al 22 settembre, Urban Lab propone un calendario che intreccia partecipazione, qualità dello spazio pubblico, mobilità di genere, nuove tecnologie e dati. Tre tavole rotonde, un webinar internazionale e una visita guidata per interrogarsi non soltanto su come ci spostiamo, ma su chi può farlo davvero in autonomia e sicurezza e su quali persone rischiano invece di rimanere ai margini della città.
“Mobilità per tutti”: quando spostarsi diventa una questione di diritti
La Settimana Europea della Mobilità è un’iniziativa della Commissione europea che dal 2002 promuove la mobilità urbana sostenibile attraverso iniziative organizzate nelle città dell’Unione europea. Nel 2026 il tema scelto sposta significativamente l’attenzione sull’accessibilità e sull’inclusione.
Parlare di mobilità per tuttə significa infatti andare oltre la scelta tra automobile, bicicletta e trasporto pubblico. Una città può avere autobus, metropolitane, piste ciclabili e aree pedonali e continuare a essere difficile da attraversare per una parte della popolazione.
Una fermata non accessibile, un marciapiede interrotto, informazioni di viaggio difficili da comprendere, un percorso percepito come poco sicuro o un servizio insufficiente nelle periferie possono trasformarsi in ostacoli alla partecipazione sociale. La mobilità incrocia così disabilità, genere, età, condizioni economiche, responsabilità di cura e luogo di residenza.
È proprio questa lettura più ampia a rendere interessante il programma torinese.
Il 17 settembre la domanda è semplice: la mobilità è davvero di tuttə?
Il primo appuntamento, giovedì 17 settembre alle 18, si intitola significativamente “La mobilità è di tutt! ”* e mette al centro un elemento spesso dimenticato nella progettazione urbana: la partecipazione.
Come si può decidere come cambierà un quartiere senza ascoltare chi lo attraversa ogni giorno? E come possono cittadinə e utenti passare dall’essere semplici destinatari delle politiche di mobilità a diventare parte del processo con cui vengono progettate?
La tavola rotonda confronterà esperienze e pratiche partecipative provenienti da diverse città e regioni italiane, con l’obiettivo di ragionare su politiche maggiormente aderenti ai bisogni reali dei territori. Interverranno Luisa Ravanello di Arpae Emilia-Romagna, Francesca Poli ed Elena Farnè di AESS, Gloria Tarantino di CinqueT e Nicola Nicoliello del Comune di Milano. A moderare sarà Chiara Lucchini di Urban Lab.
Nella stessa giornata, dalle 12 alle 13, lo sguardo diventerà europeo con il webinar in inglese “Data with a human voice | Turning student insights into community action”, organizzato nell’ambito del progetto europeo Climaborough.
Al centro ci saranno comportamento, giovani generazioni, dati e tecnologia: da sistemi di gaming e ricompense per incentivare la mobilità sostenibile a Venezia al monitoraggio in tempo reale del trasporto pubblico a Padova, passando per l’esperienza di PilsenBike. L’obiettivo è capire come i dati possano essere utilizzati non come fine a sé stessi, ma per comprendere meglio le scelte quotidiane e favorire comportamenti di mobilità più sostenibili e consapevoli.
Una nuova Metro per Torino, ma la visita non è accessibile a tuttə
Sabato 19 settembre il programma si sposta fisicamente nella città con “Lavori in corso | Una nuova Metro per Torino”, una serie di visite guidate dedicate alla futura Linea 2 della metropolitana.
Particolare attenzione sarà riservata alla futura stazione di Piazza Carlo Alberto, il cui progetto prevede un collegamento con gli spazi ipogei di Palazzo Carignano. L’idea è integrare infrastruttura di trasporto e patrimonio culturale recuperando anche uno spazio sotterraneo progettato oltre quarant’anni fa dall’architetto Andrea Bruno e mai utilizzato. Le visite gratuite si svolgeranno alle 10:30, 12 e 15, con prenotazione obbligatoria.
Proprio qui, però, emerge una contraddizione che merita di essere evidenziata nell’ambito di una settimana intitolata “Mobilità per tutti”: lo spazio ipogeo interessato dalla visita è accessibile esclusivamente tramite scale. È lo stesso Urban Lab a segnalarlo chiaramente nella presentazione dell’appuntamento.
Non significa necessariamente mettere in discussione il valore dell’iniziativa, ma è un dato che invita a riflettere. Se vogliamo discutere di città universali e mobilità inclusiva, dobbiamo poter parlare apertamente anche degli spazi che, oggi, universali non sono.
L’accessibilità non dovrebbe essere una nota a margine della progettazione urbana: dovrebbe diventare uno dei criteri attraverso cui valutiamo la qualità stessa dello spazio pubblico.
Mobilità e spazio pubblico: il 21 settembre si parla di città da vivere
Lunedì 21 settembre alle 18, Urban Lab ospiterà invece “Mobilità e vivibilità degli spazi urbani”.
Il punto di partenza è che spostarsi e abitare una città non sono due esperienze separate. Il modo in cui organizziamo strade, trasporti e percorsi influenza direttamente la possibilità di utilizzare gli spazi pubblici, incontrarsi, raggiungere servizi e partecipare alla vita del proprio quartiere.
La tavola rotonda porterà a Torino esperienze italiane ed europee per discutere la relazione tra accessibilità, sicurezza, fruibilità dello spazio pubblico e politiche di mobilità. Tra le persone coinvolte figurano rappresentanti di Fondazione IU Rusconi-Ghigi, Transform Transport, Politecnico di Torino, Links Foundation, Comune di Torino e delle consulte cittadine dedicate alla mobilità ciclistica, al verde e all’ambiente.
È una prospettiva importante: progettare una mobilità sostenibile non significa soltanto ridurre emissioni o traffico. Significa chiedersi quale città viene prodotta dalle nostre scelte di mobilità e chi riesce effettivamente a viverla.
Esiste anche un divario di genere negli spostamenti
La Mobility Week torinese si conclude martedì 22 settembre alle 18 con una domanda volutamente provocatoria: “Mobilità di genere: che genere di mobilità?”.
Il confronto parte dalla Carta della Mobilità delle Donne, documento che porta l’attenzione sulle diverse esigenze di spostamento e sulla necessità di progettare trasporto pubblico e spazio urbano in maniera più accessibile e sicura.
Gli spostamenti quotidiani, infatti, non sono necessariamente uguali per tuttə. Le responsabilità di cura possono produrre percorsi più frammentati e complessi rispetto al semplice tragitto casa-lavoro; allo stesso tempo, sicurezza reale e percepita può condizionare orari, mezzi e percorsi scelti.
La tavola rotonda metterà quindi insieme dati, proposte operative e buone pratiche. Parteciperanno Patrizia Malgieri di TRT, Licia Nigrogno, Elisa Gallo di FIAB Italia, Angela Ceresoli, Valeria Tatano dello IUAV e del CERPA e Irene De Cristofaro di DonneXstrada.
Parlare di mobilità di genere permette così di fare emergere qualcosa di più generale: una città progettata pensando a un utente “standard” rischia inevitabilmente di ignorare la pluralità delle persone che la abitano.
Una città accessibile non è semplicemente una città senza barriere
È forse questa la riflessione più interessante che accompagna la Settimana Europea della Mobilità 2026.
Quando diciamo “mobilità per tutti”, l’accessibilità non può essere ridotta alla presenza di una rampa o di un ascensore. Una mobilità realmente inclusiva dovrebbe considerare contemporaneamente accessibilità fisica, economica, sensoriale e cognitiva, sicurezza, distribuzione territoriale dei servizi e possibilità di scegliere autonomamente come spostarsi.
Significa anche coinvolgere le persone nella progettazione. Perché chi incontra quotidianamente una barriera possiede una conoscenza della città che una planimetria, da sola, non può restituire.
La mobilità diventa allora uno strumento attraverso cui esercitare altri diritti: studiare, lavorare, curarsi, incontrare altre persone, partecipare alla cultura, divertirsi e vivere in autonomia.
Una città nella quale alcune persone possono scegliere come muoversi mentre altre devono continuamente chiedersi “riuscirò ad arrivarci?” non è ancora una città per tuttə.
Ed è forse proprio questa la domanda che la Mobility Week può lasciare a Torino anche dopo il 22 settembre: non soltanto come vogliamo muoverci nelle città del futuro, ma chi vogliamo mettere nelle condizioni di farlo.
Gli incontri si tengono presso Urban Lab, in piazza Palazzo di Città 8B, con ingresso gratuito fino a esaurimento dei posti e prenotazione tramite Eventbrite; gli appuntamenti indicati sono disponibili anche in streaming. Il programma è realizzato con Città di Torino, CinqueT, InfraTo, Ordine Architetti Torino, Fondazione per l’architettura/Torino, Federmobilità, TRT, Torino Città per le Donne, FIAB Italia e Climaborough.
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