Come vengono rappresentati i corpi che non rientrano nelle norme sociali dominanti? Quali narrazioni attraversano genere, sessualità e disabilità? E in che modo gli studi queer e i disability studies possono dialogare per ripensare diritti, linguaggi e politiche?
A queste domande prova a rispondere la giornata di studi “Corpi queer e disabilità. Sguardi intersezionali e immaginari collettivi”, in programma il 20 marzo 2026, dalle 8:30 alle 18:30, al Campus Luigi Einaudi dell’Università di Torino.
L’iniziativa propone un confronto interdisciplinare su uno dei temi emergenti nel dibattito contemporaneo: l’intreccio tra genere, sessualità, disabilità e norme sociali. Un campo di ricerca che negli ultimi anni ha assunto crescente rilevanza accademica e politica, interrogando i dispositivi culturali e istituzionali che definiscono quali corpi siano considerati legittimi, visibili o desiderabili.
Uno sguardo intersezionale sui corpi non conformi
La giornata nasce con l’obiettivo di mettere in dialogo prospettive teoriche, esperienze di ricerca e strumenti di intervento, attraverso un approccio intersezionale. Il punto di partenza è semplice ma cruciale: le forme di marginalizzazione raramente agiscono isolate.
Genere, orientamento sessuale, disabilità e abilismo si intrecciano infatti nella costruzione degli immaginari collettivi e nelle modalità con cui i corpi vengono rappresentati nello spazio pubblico, nelle istituzioni e nella cultura.
La giornata di studi intende quindi approfondire questi intrecci, interrogando le narrazioni dominanti e aprendo spazi di riflessione critica su come le norme sociali definiscono – e spesso limitano – la possibilità di espressione e autodeterminazione delle persone.
La sessione plenaria
La mattina si aprirà con una sessione plenaria, ospitata nell’Aula C2 CPS a partire dalle 8:30, che vedrà la partecipazione di studiose e studiosi impegnati nei campi degli studi queer e dei disability studies.
Interverranno:
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Elia A.G. Arfini, Università di Bologna
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Chiara Montalti, Università di Bologna
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Mara Pieri, Università di Coimbra
I loro contributi offriranno una panoramica sulle principali questioni teoriche e politiche che attraversano oggi il dialogo tra questi ambiti di ricerca, affrontando temi come rappresentazione dei corpi, norme sociali e dispositivi culturali che influenzano la percezione della disabilità e delle identità queer.
I workshop del pomeriggio
Nel pomeriggio la giornata proseguirà con una serie di workshop paralleli, preceduti da una presentazione a cura di Manuela Manera e Marta Migliosi.
Le attività offriranno uno spazio di approfondimento e confronto su temi specifici legati all’intersezione tra disabilità, genere e sessualità.
Tra gli incontri in programma:
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Ale Blue Santambrogio presenterà il workshop “L’identità desiderabile (non) è solo una. Decostruire le intersezioni normative nella comunicazione anti-gender sull’infanzia trans”*, dedicato all’analisi delle narrazioni mediatiche e politiche che influenzano il dibattito pubblico sulle identità trans.
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Irene Gallina e Cristina Giorgione guideranno il laboratorio “Con rabbia, amore e autodeterminazione”, uno spazio di riflessione sulle pratiche di resistenza e sulle forme di agency delle persone queer e disabili.
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Elia Covolan proporrà “Ask & Tell”, uno strumento pratico pensato per mettere al centro salute e educazione sessuale delle persone queer con malattie croniche, disabilità e neurodivergenze, affrontando un tema spesso marginalizzato nei percorsi educativi e sanitari.
I workshop si svolgeranno dalle 15:30 alle 18:30 in diverse aule del Campus Einaudi.
Tra ricerca, pratiche e immaginari
Uno degli aspetti più interessanti dell’iniziativa è il tentativo di mettere in relazione ricerca accademica e pratiche sociali.
Gli studi queer e i disability studies, nati come campi critici nei confronti delle categorie normative, condividono infatti l’obiettivo di interrogare i modelli culturali che definiscono normalità, desiderabilità e legittimità dei corpi.
La giornata di studi propone quindi uno spazio di confronto in cui teoria, esperienza e attivismo possano dialogare, contribuendo a costruire nuovi strumenti interpretativi e nuove prospettive di intervento.
La chiusura con lo spettacolo
A chiudere la giornata sarà lo spettacolo “Mostre & Fiere di Filo Sottile”, in programma alle 18:30, che porterà sul piano artistico e performativo le riflessioni emerse durante l’incontro.
Un momento pensato per trasformare i temi della giornata in linguaggi espressivi capaci di coinvolgere il pubblico anche attraverso l’arte.
Un evento aperto alla città
La giornata di studi è promossa da un comitato organizzativo composto da Eli Costantino, Raffaella Ferrero Camoletto, Luigi Gariglio, Manuela Manera, Marta Migliosi, Tania Parisi e Alice Scavarda, con la collaborazione del CIRSDe – Centro Interdisciplinare di Ricerche e Studi delle Donne e di Genere dell’Università di Torino.
La partecipazione è libera, previa iscrizione online.
L’iniziativa si rivolge a studentesse e studenti, ricercatrici e ricercatori, professionisti e professioniste del sociale, ma anche a tutte le persone interessate ai temi dell’inclusione, dei diritti e delle rappresentazioni dei corpi nella società contemporanea.
Perché interrogare gli immaginari collettivi significa, prima di tutto, ripensare lo spazio che i corpi hanno nella cultura e nelle istituzioni.
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