Un nuovo spazio di confronto, partecipazione e costruzione collettiva sta per prendere vita a Torino: l’11 e il 12 aprile, infatti, la Scuola Popolare di Salute Mentale prenderà ufficialmente il via con una due giorni di iniziative. Il progetto è promosso dal Tavolo Salute Mentale di Arci Torino ed è aperto a tutta la cittadinanza.
L’iniziativa nasce da un percorso partecipato durato diversi mesi, che ha coinvolto oltre cento persone tra professionisti e professioniste (in psicologia, psichiatria ed educazione professionale) e cittadini e cittadine con esperienza diretta di sofferenza psichica. Un elemento distintivo del progetto è proprio il riconoscimento di queste ultime come “esperti per esperienza”: persone in grado di trasmettere un sapere costruito nella propria vita quotidiana e non solo nei percorsi terapeutici.
Un laboratorio sociale aperto a tutte e tutti
La Scuola si presenta come uno spazio libero e gratuito, pensato per abbattere le barriere tra saperi accademici e vissuti personali. Non un corso tradizionale, ma un laboratorio partecipativo in cui la salute mentale viene affrontata come questione sociale, culturale e politica, e non esclusivamente sanitaria.
L’obiettivo è ambizioso: decostruire la narrazione negativa e stigmatizzante che ancora circonda il disagio psichico, promuovendo una visione inclusiva e condivisa della cura. In questo senso, la salute mentale diventa un diritto collettivo da costruire attraverso relazioni, comunità e partecipazione attiva.
Barriera di Milano come luogo simbolico
Le attività si svolgeranno negli spazi del rinnovato circolo Arci “Anatra Zoppa”, in via Courmayeur, nel quartiere Barriera di Milano. Non una scelta casuale: il progetto, infatti, si radica in un territorio complesso ma ricco di energie sociali, diventando anche un’occasione per promuovere spazi di aggregazione e cittadinanza attiva.
Il programma prevede momenti plenari, gruppi di lavoro e iniziative diffuse che coinvolgeranno anche altre realtà del territorio, con linguaggi diversi che spaziano dal confronto teorico ad attività culturali e artistiche.
Oltre la dimensione clinica
Alla base della Scuola Popolare di Salute Mentale c’è un cambio di paradigma: la cura non è solo un fatto individuale o medico, ma un processo che riguarda l’intera comunità. Per questo il progetto punta a costruire reti territoriali, favorire la partecipazione e valorizzare il contributo di chi vive in prima persona il disagio.
In un contesto in cui il tema della salute mentale è sempre più urgente, iniziative come questa rappresentano un tentativo concreto di riportare al centro le persone, le relazioni e il diritto a essere ascoltati.
Il programma completo è disponibile qui