Tra presentazioni editoriali, incontri politici, dialoghi sulla contemporaneità, laboratori, eventi dedicati ai diritti civili e grandi ospiti internazionali, il Salone Internazionale del Libro di Torino si prepara ancora una volta a trasformare il Lingotto in uno dei principali spazi culturali italiani.
Nel programma dell’edizione 2026 compaiono anche eventi accessibili in LIS e con sottotitolazione, un elemento fondamentale per le persone sorde, ipoacusiche e segnanti che troppo spesso restano escluse dagli spazi culturali o costrette a vivere esperienze parziali.
Secondo il filtro accessibilità presente sul sito ufficiale del Salone, gli eventi accessibili previsti sono 46. Un numero che comprende incontri con interpretariato in Lingua dei Segni Italiana e appuntamenti sottotitolati.
Gli eventi accessibili attraversano temi molto diversi
La selezione degli incontri accessibili non riguarda un unico ambito, ma attraversa buona parte del programma culturale del Salone.
Tra gli appuntamenti previsti ci sono:
- incontri di attualità politica e sociale
- presentazioni letterarie
- dialoghi sul femminismo e sui diritti civili
- eventi dedicati al mondo LGBTQIA+
- appuntamenti scientifici e divulgativi
- laboratori per giovani e famiglie
- incontri sul giornalismo, sull’informazione e sulla cultura contemporanea
L’accessibilità, quindi, non viene confinata soltanto agli eventi “sulla disabilità”, ma si distribuisce — almeno in parte — all’interno del programma generale. Ed è un aspetto importante, perché significa riconoscere che le persone sorde e ipoacusiche partecipano a tutti gli ambiti della vita culturale, non soltanto ai temi direttamente collegati alla disabilità.
LIS e sottotitolazione non sono la stessa cosa
Nel dibattito pubblico, spesso, interpretariato LIS e sottotitolazione vengono trattati come strumenti equivalenti. In realtà rispondono a bisogni differenti.
La LIS, riconosciuta ufficialmente in Italia nel 2021, non è una semplice traduzione gestuale dell’italiano, ma una lingua vera e propria, con struttura grammaticale autonoma. Per molte persone sorde segnanti rappresenta la modalità comunicativa principale.
La sottotitolazione, invece, può risultare più utile per persone ipoacusiche o per chi utilizza prevalentemente la lingua italiana scritta.
Garantire entrambe le modalità significa quindi ampliare concretamente l’accessibilità degli eventi culturali.
Il tema dell’accessibilità culturale
Negli ultimi anni, il tema dell’accessibilità nei festival, nei teatri e negli eventi culturali è diventato sempre più centrale. Non solo per una questione normativa, ma perché l’accesso alla cultura è parte integrante della partecipazione sociale.
Eppure, nella pratica, moltissimi eventi continuano a essere progettati pensando implicitamente a un pubblico “standard”, senza considerare le diverse modalità di accesso alla comunicazione.
Per questo motivo, la presenza di eventi accessibili al Salone rappresenta comunque un segnale positivo. Significa riconoscere che l’accessibilità non è un servizio “extra”, ma una condizione necessaria affinché uno spazio possa dirsi realmente aperto.
Il dato che resta
C’è però un numero che pesa più degli altri.
Il programma complessivo del Salone supera ampiamente i mille eventi. Gli appuntamenti accessibili in LIS o con sottotitolazione sono 46.
Questo significa che la grande maggioranza degli incontri previsti resta ancora difficilmente accessibile per molte persone sorde o ipoacusiche.
Ed è qui che emerge la contraddizione più evidente: uno dei più importanti eventi culturali italiani continua a pensare l’accessibilità come una sezione specifica, non come un criterio strutturale.
Perché 46 eventi rappresentano certamente un passo avanti rispetto all’assenza totale. Ma quando si parla di migliaia di appuntamenti, il rischio è che l’accessibilità resti ancora un’eccezione e non una normalità.
E forse la domanda vera, oggi, non è quanti eventi accessibili esistano.
Ma perché, nel 2026, siano ancora così pochi.
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