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La Carta Arcobaleno dei giornalisti al Salone del Libro di Torino

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Data di pubblicazione 25 Maggio 2026
Tempo di lettura Lettura 3 minuti
presentazione carta arcobaleno salone del libro

Una carta deontologica pensata per promuovere un’informazione più rispettosa, precisa e consapevole sulle persone LGBTQIA+: è stata presentata al Salone Internazionale del Libro di Torino la “Carta Arcobaleno”, documento promosso dall’Ordine dei Giornalisti del Piemonte insieme al Coordinamento Torino Pride con l’obiettivo di fornire a giornaliste e giornalisti strumenti concreti per evitare stereotipi, linguaggi discriminatori e rappresentazioni distorte.

La Carta nasce dopo mesi di confronto tra professionisti dell’informazione, attivisti e associazioni e punta a diventare un riferimento nazionale per il mondo del giornalismo. Il documento affronta temi come l’uso corretto del linguaggio, il rispetto dell’identità delle persone, la tutela della privacy e l’attenzione ai titoli, alle immagini e alle fonti utilizzate nel racconto mediatico. Durante la presentazione al Lingotto sono intervenuti, tra gli altri, il presidente dell’Ordine dei Giornalisti del Piemonte Stefano Tallia e l’assessore ai Diritti della Città di Torino Jacopo Rosatelli.

Tallia ha sottolineato il valore della responsabilità giornalistica nel momento in cui una persona viene raccontata sui media: “Quando un nome appare su un giornale – ha dichiarato – è una giornata importante. Di questa importanza dobbiamo avere il massimo rispetto”. Secondo il presidente dell’Ordine, negli ultimi vent’anni il giornalismo ha compiuto passi avanti nel linguaggio utilizzato verso la comunità LGBTQIA+ e sulle questioni di genere e migrazione, ma il percorso non può considerarsi concluso: “Viviamo nel mondo dell’odio social – ha osservato – e la battaglia culturale sul linguaggio non è vinta per sempre. Possono esserci regressioni”. Da qui il senso della Carta Arcobaleno: “Dare un contributo perché questo cammino nell’uso dei linguaggi possa proseguire e compiere ulteriori passi avanti”.

Tallia ha anche respinto le accuse rivolte a chi promuove un linguaggio inclusivo: “C’è chi pensa che vogliamo imporre con violenza il linguaggio, con una visione quasi orwelliana. In realtà è un rovesciamento morale che deve farci capire quanto sia importante questo lavoro”. Il presidente dell’Ordine ha infine auspicato che il documento possa acquisire una valenza nazionale, raccogliendo il lavoro avviato dal diversity editor Pasquale Quaranta, soprattutto in vista di EuroPride 2027, che vedrà Torino capitale europea dei diritti LGBTQIA+.

Nel suo intervento, Rosatelli ha evidenziato il ruolo centrale del cambiamento culturale accanto alle norme: “Le norme – ha commentato – a volte sono incrostazioni, altre volte anticipano i tempi. Ma il cambiamento culturale deve avvenire nell’arena pubblica”. L’assessore ha ribadito l’importanza di contrastare omolesbobitransfobia e discriminazioni anche nelle scuole, difendendo la libertà di affrontare temi legati all’identità di genere e all’educazione sessuale.

Rosatelli ha poi collegato il tema della Carta Arcobaleno alla crisi che attraversa oggi il giornalismo: “La professione – ha aggiunto – sta vivendo trasformazioni profonde, ma anche il pubblico ha disimparato a distinguere la qualità della scrittura giornalistica da altri tipi di informazione”. Per questo, secondo l’assessore, strumenti deontologici e culturali come la Carta rappresentano un elemento importante per rafforzare un’informazione libera, indipendente e responsabile.

La Carta Arcobaleno rappresenta il primo documento deontologico promosso da un Ordine regionale dei giornalisti dedicato specificamente al racconto delle persone LGBTQIA+, con l’ambizione di aprire una riflessione più ampia sul rapporto tra linguaggio, diritti e qualità dell’informazione.

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