Vai al contenuto

Sicurezza e accessibilità: monopattini in sharing sotto accusa

Data di pubblicazione 17 Luglio 2026
Tempo di lettura Lettura 3 minuti

A Torino, la questione dei monopattini in sharing continua a sollevare dibattiti accesi, ma questa volta la discussione assume una prospettiva cruciale: quella della sicurezza e dell’accessibilità per le persone cieche e ipovedenti. Ieri mattina, 370 cittadini e cittadine torinesi hanno presentato una petizione al Consiglio comunale, nell’ambito di un incontro del Diritto di Tribuna moderato dalla presidente Maria Grazia Grippo, chiedendo la sospensione immediata del servizio di noleggio dei monopattini in città.

Barriere invisibili e rischi concreti

Gli ostacoli creati dai monopattini lasciati incustoditi non sono solo estetici o urbanistici: diventano veri e propri pericoli per chi ha limitazioni visive. I marciapiedi, gli attraversamenti pedonali e gli accessi della metropolitana, spesso occupati in modo indiscriminato, trasformano un mezzo di mobilità sostenibile in una barriera architettonica imprevista. Gli incidenti segnalati – anche di gravità significativa – testimoniano come la sosta selvaggia di questi mezzi impatti direttamente sulla sicurezza e sull’autonomia di chi si muove senza poter contare sulla vista. L’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti (UICI) ha sostenuto la petizione, sottolineando la necessità di garantire libertà di movimento a tutte e tutti i cittadini.

Mobilità sostenibile sì, ma con regole

Chi ha promosso la petizione non è contrario ai monopattini o alla mobilità condivisa. Al contrario, riconosce il valore ambientale e sociale di questi servizi, ma chiede che siano implementati con criteri di sicurezza e accessibilità. La sospensione richiesta è temporanea e finalizzata a creare garanzie tecnologiche e strutturali: sistemi di geofencing per evitare la sosta sui marciapiedi, percorsi dedicati e controlli più stringenti sulla collocazione dei mezzi.

Un problema diffuso e trasversale

Il caso di Torino non è isolato. In molte città italiane, l’introduzione dei monopattini in sharing ha messo in evidenza criticità legate all’urbanistica, alla regolamentazione e all’accessibilità. Le amministrazioni locali si trovano a bilanciare l’esigenza di promuovere trasporti sostenibili con la necessità di garantire sicurezza e inclusione. Secondo dati recenti dell’Osservatorio Nazionale della Mobilità Elettrica, gli incidenti dovuti a monopattini mal posizionati o utilizzati in modo improprio sono in aumento, con un impatto significativo su pedoni e persone con disabilità.

L’urgenza di regole e sensibilizzazione

Oltre agli interventi tecnici, emerge la necessità di campagne di sensibilizzazione rivolte agli utenti dei monopattini, affinché comprendano le implicazioni delle loro azioni sulla vita quotidiana di persone con ridotta mobilità o capacità visiva. Allo stesso tempo, il Comune dovrà prevedere soluzioni infrastrutturali integrate, come rastrelliere dedicate e spazi di sosta regolamentati, per garantire che l’innovazione tecnologica non diventi un ostacolo all’accessibilità universale.

La sfida dell’inclusione

La vicenda torinese mette in luce un paradosso: l’innovazione e la sostenibilità rischiano di contrapporsi ai diritti e alla sicurezza dei cittadini più vulnerabili. La sfida è trasformare la mobilità condivisa in uno strumento realmente inclusivo, dove la libertà di muoversi sia garantita a tutte e tutti. Come sottolineano i promotori della petizione, l’obiettivo non è bloccare il progresso, ma renderlo equo, accessibile e responsabile, dimostrando che tecnologia e inclusione possono coesistere.

Ritrova tutti gli articoli!

Seguici anche sui nostri social Facebook e Instagram!

Condividi:
Articoli correlati

Altri articoli che potrebbero interessarti