Il 21 luglio 2026 l’Autorità Garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità ha formalmente aperto un’istruttoria conoscitiva sul caso del mancato imbarco di sei atleti della Nazionale Italiana di Powerchair Football sul volo EasyJet in partenza dall’aeroporto di Roma Fiumicino verso Glasgow. Gli atleti, in carrozzina elettrica, si erano recati in Scozia per prendere parte a un torneo internazionale di preparazione ai prossimi Campionati del Mondo di powerchair football in Argentina, ma sono stati bloccati senza poter salire a bordo nonostante tutte le autorizzazioni preventive fossero state concesse dalla compagnia aerea già ad aprile.
Perché è stata aperta l’istruttoria
L’Autorità ha inviato richieste di informazioni formali a EasyJet Airline Company Limited e ad Aeroporti di Roma S.p.A., mentre all’ENAC (Ente Nazionale per l’Aviazione Civile) è stata trasmessa per conoscenza la documentazione della procedura. L’obiettivo è acquisire il quadro completo delle dinamiche: dalle comunicazioni antecedenti alla partenza, alle autorizzazioni rilasciate, fino alle limitazioni operative o di sicurezza che avrebbero impedito l’imbarco di tutti i membri della delegazione e dei loro ausili essenziali.
In questa fase l’istruttoria è esclusivamente conoscitiva: non si tratta di un giudizio definitivo né di una decisione sulle responsabilità. Il Collegio del Garante, presieduto dall’avvocato Maurizio Borgo insieme al prof. Francesco Vaia e all’ing. Antonio Pelagatti, sottolinea però che è fondamentale verificare se siano stati adottati gli “accomodamenti ragionevoli” richiesti dalla Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità e dalle norme europee, ovvero tutte le modifiche e gli adattamenti necessari per consentire alle persone con disabilità l’effettivo esercizio dei diritti in condizioni di uguaglianza.
Cosa è successo all’aeroporto di Fiumicino
Secondo quanto ricostruito dal Comitato Italiano Paralimpico (CIP) e dalla Federazione Italiana Paralimpica Powerchair Sport (FIPPS), la squadra avrebbe ricevuto da tempo l’autorizzazione al trasporto delle persone e delle carrozzine quotidiane e da competizione. Tuttavia, al gate è stato comunicato che l’Airbus A320 non poteva imbarcare più di cinque carrozzine, portando alla decisione di non permettere l’imbarco dell’intera delegazione. Per la FIPPS e per il CIP, si tratta di un episodio «gravissimo e lesivo della dignità personale» dei/le atleti/atlete e dei valori del movimento paralimpico.
La ministra per le Disabilità, Alessandra Locatelli, ha definito l’episodio “gravissimo e inaccettabile” aggiungendo che è importante che la compagnia chiarisca la propria posizione relativa al negato imbarco nonostante la comunicazione preventiva e l’autorizzazione ufficiale. Anche il ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi ha parlato di un fatto di “estrema gravità”, chiedendo un immediato intervento degli organismi di controllo per verificare il rispetto degli obblighi legati all’assistenza e all’accessibilità nei servizi di trasporto aereo.
L’indagine ENAC e le possibili conseguenze
L’ENAC ha confermato l’avvio di una propria indagine, richiedendo a EasyJet una relazione dettagliata sull’accaduto e verificando se siano state violate le norme europee sul diritto alla mobilità dei passeggeri con disabilità o mobilità ridotta. Il Regolamento comunitario (CE) 1107/2006 impone infatti che le persone con disabilità possano viaggiare con il proprio ausilio senza discriminazioni e solitamente con assistenza gratuita. In caso di accertate violazioni, l’ENAC è pronta ad avviare l’iter sanzionatorio previsto dalla normativa vigente.
Verso una mobilità aerea davvero accessibile
Questo episodio, pur concentrato su una specifica delegazione sportiva, riflette criticità sistemiche ben più ampie nel settore dell’aviazione. Numerosi report e testimonianze internazionali mostrano che persone con disabilità affrontano ancora barriere operative, gestionali ed emotive quando viaggiano in aereo—dalla rottura o mancata consegna delle carrozzine, alla negazione di assistenza adeguata a bordo.
Lo sforzo delle istituzioni italiane — attraverso l’istruttoria del Garante, l’indagine dell’ENAC e le reazioni politiche — punta a far emergere le responsabilità e a rafforzare l’effettività dei diritti sanciti dalle convenzioni internazionali e dalla normativa nazionale. Ma resta ancora aperto il tema più ampio della cultura del viaggio inclusivo, che richiede formazione del personale, adeguamento delle procedure e pieno rispetto delle regole che già esistono per garantire l’accessibilità ai/le passeggeri con disabilità.
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