Non tutte le percentuali di invalidità civile danno accesso agli stessi benefici. Anche una differenza apparentemente minima, come quella tra il 67% e il 74%, può cambiare profondamente il quadro delle prestazioni riconosciute dall’INPS.
Il superamento della soglia del 74%, infatti, rappresenta uno dei requisiti fondamentali per ottenere l’assegno mensile di assistenza, una prestazione economica destinata alle persone con una riduzione della capacità lavorativa compresa tra il 74% e il 99%.
Chi ha invece un’invalidità riconosciuta al 67% non riceve questo assegno, ma può accedere ad altre forme di tutela, soprattutto se ha maturato una posizione contributiva.
Invalidità al 74%: quando spetta l’assegno mensile INPS
L’assegno mensile di assistenza è una prestazione economica erogata dall’INPS per tredici mensilità e riservata agli invalidi civili con una riduzione della capacità lavorativa compresa tra il 74% e il 99%.
La percentuale di invalidità è un requisito indispensabile: chi non raggiunge il 74% non può ottenere il beneficio, anche se soddisfa gli altri criteri previsti.
Per accedere all’assegno nel 2026 servono diversi requisiti:
- avere un’età compresa tra 18 e 67 anni;
- non svolgere un’attività lavorativa con un reddito superiore a 4.931 euro annui;
- avere un reddito personale annuo inferiore a 5.852,21 euro;
- risiedere stabilmente e abitualmente in Italia.
Al compimento dei 67 anni, l’assegno mensile di assistenza non viene mantenuto nella stessa forma, ma si trasforma automaticamente in assegno sociale sostitutivo, senza necessità di presentare una nuova domanda.
Invalidità al 67%: niente assegno mensile, ma possibile Assegno Ordinario di Invalidità
Chi ha un’invalidità civile riconosciuta al 67% non può accedere all’assegno mensile di assistenza, ma può eventualmente ottenere l’Assegno Ordinario di Invalidità (AOI) se possiede i requisiti contributivi richiesti.
L’AOI è una prestazione previdenziale disciplinata dalla legge 222/1984 e riguarda lavoratorə la cui capacità lavorativa è ridotta a meno di un terzo a causa di infermità fisiche o mentali.
A differenza dell’assegno mensile di assistenza:
- non richiede necessariamente di interrompere l’attività lavorativa;
- può essere riconosciuto anche a chi continua a lavorare;
- l’importo può subire riduzioni in presenza di determinati redditi.
Per ottenere l’AOI servono:
- almeno 5 anni di contributi complessivi (260 settimane);
- almeno 3 anni di contributi versati nei 5 anni precedenti la domanda (156 settimane).
La contribuzione può essere accumulata anche attraverso diverse gestioni INPS, ad esempio:
- lavoro dipendente privato;
- artigianatə e commercianti;
- Gestione Separata;
- periodi assicurativi maturati in Paesi UE o Stati convenzionati attraverso gli strumenti previsti dalla normativa.
L’importo dell’assegno dipende dalla posizione contributiva individuale e può essere integrato fino al trattamento minimo INPS quando vengono rispettati i requisiti reddituali.
Nel 2026 il trattamento minimo è pari a 611,85 euro mensili.
L’AOI viene riconosciuto inizialmente per tre anni. Può essere rinnovato e, dopo tre riconoscimenti consecutivi, diventa definitivo, salvo eventuali controlli medico-legali disposti dall’INPS.
Quali agevolazioni spettano con il 67% di invalidità
Anche senza diritto all’assegno mensile di assistenza, il riconoscimento del 67% di invalidità permette comunque di accedere a diverse tutele.
Esenzione dal ticket sanitario
Gli invalidi civili al 67% possono ottenere l’esenzione dal pagamento del ticket sanitario per:
- visite specialistiche;
- esami diagnostici;
- farmaci prescritti collegati alla patologia invalidante.
L’agevolazione viene riconosciuta senza limiti di reddito, purché le prestazioni siano legate alla condizione sanitaria riconosciuta.
Collocamento mirato per l’inserimento lavorativo
L’invalidità civile permette anche l’iscrizione alle liste del collocamento mirato previste dalla Legge 68/1999.
In realtà questa tutela scatta già dal 46% di invalidità e prevede strumenti per favorire l’inserimento lavorativo delle persone con disabilità.
Le aziende con più di 15 dipendenti hanno specifici obblighi di assunzione nei confronti delle categorie protette secondo le percentuali stabilite dalla normativa.
Disability Card: la carta europea della disabilità
Tra le agevolazioni disponibili c’è anche la Disability Card, la carta europea della disabilità richiedibile attraverso il portale INPS con SPID o CIE.
La carta consente di accedere a facilitazioni e servizi convenzionati, tra cui:
- musei;
- iniziative culturali;
- trasporti;
- servizi pubblici e privati aderenti al circuito.
Le agevolazioni possono variare in base agli accordi attivi a livello nazionale ed europeo.
Il contrassegno disabili non dipende solo dalla percentuale di invalidità
Un errore frequente è pensare che una determinata percentuale di invalidità dia automaticamente diritto al contrassegno per parcheggi riservati alle persone con disabilità.
In realtà il rilascio non dipende esclusivamente dal grado di invalidità riconosciuto.
Per ottenerlo è necessario che nel verbale della commissione medica sia indicata una specifica difficoltà di deambulazione oppure che questa condizione venga certificata dal medico legale del Comune di residenza.
Quindi una persona con invalidità al 67% o al 74% potrebbe non avere diritto al contrassegno se manca il requisito legato alla mobilità.
In definitiva, la soglia del 74% rappresenta un passaggio fondamentale perché apre la strada all’assegno mensile di assistenza INPS, mentre il 67% garantisce soprattutto agevolazioni sanitarie, lavorative e strumenti di inclusione.
Tuttavia, la percentuale di invalidità da sola non determina sempre tutti i diritti: alcune prestazioni dipendono dalla situazione contributiva, dal reddito, dalla condizione lavorativa o da specifiche valutazioni mediche.
Conoscere la differenza tra le due soglie permette quindi di individuare correttamente le misure disponibili ed evitare di perdere opportunità di sostegno previste dalla normativa.
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