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Disabilità e discriminazione: il libro che racconta la lotta per i diritti

Data di pubblicazione 5 Agosto 2026
Tempo di lettura Lettura 5 minuti

Parlare di discriminazione nei confronti delle persone con disabilità non significa soltanto analizzare norme e sentenze. Significa raccontare situazioni concrete in cui un diritto riconosciuto dalla legge può comunque essere negato nella vita quotidiana, a causa di barriere culturali, istituzionali o organizzative.

È proprio da questa consapevolezza che nasce il libro “Disabilità e discriminazione. Conoscere, riconoscere e agire”, scritto da Alberto Fontana e Laura Abet e pubblicato dall’editore La Vita Felice. Un volume che non si limita a raccogliere riferimenti giuridici, ma prova a spiegare come riconoscere una discriminazione e quali strumenti possono essere utilizzati per trasformare un diritto teorico in una possibilità concreta di partecipazione alla società.

Come sottolineato nella prefazione da Giuseppe Guzzetti, il punto centrale del libro è proprio questo: i diritti non sono un semplice elenco di principi astratti, ma rappresentano opportunità reali per vivere pienamente la propria vita.

Dalla legge alla vita quotidiana: il ruolo del Centro Antidiscriminazione Franco Bomprezzi

Gli autori portano nel libro un’esperienza maturata sul campo. Alberto Fontana, già presidente nazionale della UILDM (Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare), e Laura Abet, avvocata e responsabile del Centro Antidiscriminazione Franco Bomprezzi della LEDHA (Lega per i Diritti delle Persone con Disabilità), hanno raccolto anni di lavoro al fianco delle persone con disabilità e delle loro famiglie.

Il volume nasce dopo il decimo anniversario del Centro Antidiscriminazione, una realtà che in questo periodo ha seguito quasi 10.000 interventi, tra consulenze, supporto stragiudiziale e azioni legali.

Il nome del Centro richiama la figura di Franco Bomprezzi, giornalista con disabilità e importante voce del movimento per una corretta rappresentazione della disabilità nei media, autore del celebre “Decalogo della buona informazione sulla disabilità”.

L’obiettivo del Centro non è soltanto intervenire quando una discriminazione si è già verificata, ma diffondere conoscenza e strumenti per prevenirla.

I diritti non sono solo norme: accessibilità, inclusione e vita indipendente

Uno dei concetti fondamentali affrontati nel libro riguarda il divario tra il riconoscimento formale di un diritto e la sua effettiva applicazione.

La normativa italiana e internazionale ha introdotto importanti strumenti di tutela, a partire dalla Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, ratificata dall’Italia con la Legge 18 del 2009. Tuttavia, come emerge dalle esperienze raccontate nel volume, la presenza di una norma non è sempre sufficiente a garantire una reale inclusione.

Tra i temi affrontati c’è innanzitutto quello dell’accessibilità, considerata una condizione essenziale per poter esercitare tutti gli altri diritti. Non riguarda solo gli spazi fisici, ma anche il mondo digitale: siti web, applicazioni, servizi online e tecnologie devono essere progettati secondo i principi dell’Universal Design, così da essere utilizzabili dal maggior numero possibile di persone.

Il libro affronta inoltre il tema dell’inclusione scolastica, della vita indipendente e della partecipazione sociale, mostrando come molte battaglie quotidiane nascano proprio dalla distanza tra ciò che dovrebbe essere garantito e ciò che realmente viene offerto.

Scuola, assistenza e lavoro: le discriminazioni più frequenti

Una parte significativa dell’attività del Centro Antidiscriminazione riguarda il mondo della scuola. Attraverso l’utilizzo della normativa antidiscriminatoria, in particolare della Legge 67 del 2006, il Centro ha contribuito a consolidare importanti principi per garantire il diritto all’inclusione degli studenti e delle studentesse con disabilità.

Un altro ambito centrale riguarda l’accesso ai servizi sociali e assistenziali. Tra i risultati ottenuti dalla LEDHA vi è il riconoscimento del principio secondo cui, per determinare la partecipazione economica ai servizi, deve essere considerata la situazione della singola persona con disabilità e non automaticamente quella dell’intero nucleo familiare.

Anche il tema della vita indipendente occupa uno spazio importante. Il lavoro della LEDHA ha contribuito alla costruzione di nuovi strumenti normativi, anticipando in alcuni aspetti quanto poi previsto dal Decreto Legislativo 62/2024, collegato alla riforma della disabilità.

La discriminazione intersezionale: quando più fragilità si incontrano

Uno degli aspetti più innovativi affrontati nel libro riguarda la discriminazione intersezionale, ovvero quelle situazioni in cui diverse condizioni di svantaggio si sovrappongono e producono ostacoli ulteriori.

Un esempio importante riguarda le donne con disabilità, che possono essere esposte a un rischio maggiore di violenza e, allo stesso tempo, incontrare maggiori difficoltà nell’accesso ai servizi di protezione.

Attraverso il progetto Artemisia, dedicato proprio a questo tema, il Centro Antidiscriminazione ha lavorato per rendere più accessibili i Centri Antiviolenza e favorire percorsi di tutela realmente inclusivi.

Il progetto prende il nome da Artemisia Gentileschi, artista del Seicento che, dopo aver subito violenza, riuscì a trasformare la propria esperienza in una storia di autonomia e affermazione personale.

Quando difendere un diritto significa cambiare la società

Il lavoro del Centro Antidiscriminazione ha prodotto risultati importanti anche nell’ambito lavorativo e giudiziario, contribuendo a creare nuovi orientamenti nella tutela delle persone con disabilità.

Tra i casi raccontati nel libro viene ricordata la vicenda di un’avvocata con acondroplasia vittima di una campagna diffamatoria online: il Centro si è costituito parte civile ottenendo una condanna dei responsabili e il riconoscimento del danno subito.

Altri interventi hanno riguardato il diritto ai congedi per l’assistenza familiare e il riconoscimento delle tutele previste dalla normativa anche in situazioni precedentemente non considerate dalla prassi.

Questi casi dimostrano come l’azione legale possa diventare uno strumento non solo per risolvere una singola situazione, ma anche per costruire precedenti capaci di migliorare la tutela collettiva.

Un libro per conoscere, riconoscere e agire

Con poco più di cento pagine, “Disabilità e discriminazione” raccoglie un patrimonio di esperienze maturate in anni di lavoro sul territorio e offre uno strumento utile non solo alle persone con disabilità e alle loro famiglie, ma anche a insegnanti, operatori sociali, professionisti e istituzioni.

Il messaggio centrale del libro è chiaro: spesso i diritti non vengono negati perché mancano le leggi, ma perché mancano conoscenza, competenze e attenzione nel renderli realmente applicabili.

Contrastare la discriminazione significa quindi molto più che ottenere il rispetto di una norma. Significa riconoscere alla persona il diritto di partecipare pienamente alla società e restituire valore alla sua autonomia, alle sue scelte e alla sua dignità.

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